IQNA

11:54 - August 10, 2019
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Tehran-Iqna- L'Ayatollah Seyyed Ali Khamenei ha indirizzato un messaggio ai pellegrini impegnati nella cosiddetta pratica della "Dissociazione dai miscredenti" in corso nella città Santa della Mecca

Messaggio della Guida Suprema della Rivoluzione Islamica in occasione dell'Hajj 2019 (1440 dell'egira)

 

 

In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso

 

Sia Lodato Allah, Signore dei mondi, e la Sua benedizione ricada su Mohammad, Nobile Messaggero e ultimo dei Profeti, sulla sua pura famiglia, specialmente il segno di Dio sulla terra, sui migliori tra i suoi compagni, e su tutti coloro che li seguono nella retta via fino al Giorno del Giudizio. 

 

 

La stagione dell'Hajj, ogni anno, rappresenta la massima espressione della grazia del Creatore nei confronti della Ummah  islamica.

Il versetto coranico "Chiama le genti al pellegrinaggio" (sura Al-Hajj, versetto 27) è un invito rivolto a tutte le persone nel corso della storia a sedersi intorno a tale tavola, imbandita con la grazia e la benevolenza di Dio, per far sì che possano soddisfare il richiamo dei propri pii cuori e dei propri pensieri, e per garantire che le lezioni ed il messaggio dell'Hajj raggiungano, ad opera di un gruppo di pellegrini, tutto il mondo islamico.

L'Hajj, insieme al significato ed alle pratiche che lo circondano, rappresenta un'indicazione simbolica di quella che per l'Islam dovrebbe essere una società ideale: la preghiera e l'adorazione come principale elemento dello sviluppo e dell'elevazione dell'individuo e della società, la comunione e la vicinanza come simbolo della fratellanza tra i credenti, il movimento intorno ad un unico centro e in una stessa direzione come testimonianza dell'unità della Ummah basata sul Tohid (Unicità di Dio), la parità e la mancanza di discriminazioni tra i pellegrini come simbolo di equità e giustizia nella società. Tutti i rituali che vengono espletati dai pellegrini durante l'Hajj sono una rappresentazione in scala delle basi su cui si fonda la Ummah islamica.

Lo scambio di idee ed esperienze tra persone provenienti da paesi e luoghi diversi, che comporta al tempo stesso il superamento di eventuali malintesi tra i popoli musulmani, porterà ad una comunanza di intenti nei confronti dei nemici comuni. Ciò è una conseguenza vitale dell'Hajj che non potrebbe essere eguagliata nemmeno attraverso centinaia di incontri convenzionali.

La pratica della "Dissociazione dai miscredenti", che ha come significato il rifiuto e l'avversione da parte dei credenti verso ogni forma di oppressione, crudeltà e corruzione, è uno dei principali benefici portati dall'Hajj ed un'occasione unica per tutti i popoli oppressi. Oggi, l'avversione verso il fronte dei miscredenti e dell'arroganza mondiale, in cima al quale troviamo gli Stati Uniti d'America, vuol dire dissociarsi dagli oppressori e dai guerrafondai, vuol dire condanna del terrorismo e dei suoi focolai come Daesh (Isis) e Blackwater, significa opporsi ad alta voce ai crimini del regime infanticida sionista e di tutti i suoi sostenitori, indica il rifiuto della presenza militare e delle guerre americane in Asia occidentale ed in nord Africa, e la contrapposizione al razzismo e ad ogni forma di discriminazione basata su provenienza e colore della pelle, oltre che l'odio verso l'atteggiamento tracotante di talune sedicenti potenze mondiali nei confronti del mondo islamico.

Queste sono solo alcune delle benedizioni che abbiamo modo di ricevere incamminandoci sul sentiero dell'Hajj così come l'Islam ci ha prescritto. Tutto ciò rappresenta la personificazione esatta dei valori della società islamica che ogni anno vengono riproposti dalla comunità di fedeli durante il rituale dell'Hajj, il chè ci ricorda l'importanza dell'impegno per la costituzione di una società che poggi su tali valori.

In tale contesto le elite del mondo islamico portano una grande responsabilità sulle proprie spalle, quella cioè di trasmettere ai popoli le preziose lezioni che ci vengono offerte durante il grande rituale dell'Hajj, incentivando così lo scambio di pensieri, esperienze e motivazioni all'interno della Ummah islamica.

Oggi una delle più importanti questioni che richiede l'attenzione del mondo islamico è la causa della Palestina. La Palestina è il più grande esempio di ingiustizia negli ultimi secoli. Un popolo è stato spogliato di tutto: la propria terra, le proprie case, i propri campi, i propri averi, la propria identità. In questa tragedia, comunque, il popolo palestinese non si è rassegnato ad essere sottomesso ed ora, più che mai, lotta con coraggio e passione. Il risultato di tale lotta dipende però dal supporto di tutti i musulmani. L'espediente del cosiddetto "accordo del secolo", che è stato ideato dal governo oppressivo degli Stati Uniti ed è portato avanti insieme ai regimi traditori collaborazionisti suoi vassalli, è un vero e proprio crimine non solo nei confronti della Palestina, ma verso tutta la comunità umana. Invitiamo tutti a partecipare attivamente agli sforzi compiuti per sconfiggere questo ingannevole progetto. Siamo fiduciosi che, con il sostegno di Iddio, l'Asse della Resistenza, grazie alla sua fede e determinazione, porterà al fallimento di tale progetto e di tutti i piani dei nemici.

Disse Allah: " Vogliono tramare un’insidia? Saranno piuttosto i miscredenti ad essere ingannati " (Sura At-Tur, versetto 42)

 

Auguro ai cari pellegrini la benedizione e l'accettazione delle preghiere da parte di Iddio.

 

 

Seyyed Ali Khamenei

9 Dhul-Hijjah 1440 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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