IQNA

17:24 - August 11, 2019
Notizie ID: 3484225
Iqna - Un probabile significato dei sette veli è quello dei “sette livelli di esistenza”, il più alto dei quali è nella più intima prossimità dell’Amato

Visione: l'apice dell'Hajj

 

Quando il profeta Mose’ (la pace discenda su di lui) andò sul Monte Sinai e converso’ segretamente con Dio per trenta notti [Wa waa‘adna Musa thalathina laylatan (E fissammo per Mosè un termine di trenta notti – Sacro Corano, 7:142], si trattava delle trenta notti del santo mese di Dhu al-Qa’da [Cfr.: ‘Allama Majlisi, Bihar al-Anwar, v.13, pp. 213-214], un mese nel quale chi aspira ad incontrare l’Amato, e non meramente la Sua Casa (ka’ba), intraprende pratiche spirituali quali preparativi per il fondamentale viaggio verticale (spirituale) verso l’Amato. Quindi Iddio dice: “wa atmamnaahu bi ‘ashr” (e le completammo con altre dieci – Sacro Corano, 7:142).

Iddio Onnipotente conferisce altri dieci giorni a Mose’ (‘a) per la munajat (conversazione intima). E questi dieci giorni sono i primi dieci del santo mese di Dhu al-Hijja, quando glihujjaj (pellegrini) sono impegnati nella loro ‘escursione’ spirituale. Dopo aver attraversato le specifiche fasi del cambiamento spirituale attraverso l’aiuto del suo Signore, Mose’ (‘a) chiede infine la visione. Egli dice: “Rabbi arini anzuru ilayk” (‘O Signor mio, mostraTi a me, affinché io Ti guardi– Sacro Corano, 7:143).

Sapienti illuminati come l’Imam Khomeyni dicono che Mose’ (‘a) non aspira alla visione attraverso l’occhio fisico, essendo i Profeti di Dio liberi da simile tipo di pensiero [Cfr. Khomeyni, Note sulla Nubuwwat, p. 352]. Egli desiderava vedere l’Amato attraverso il cuore. Simile visione ovviamente non corrisponde alla “comprensione completa” che presuppone quella che abbraccia l’intero oggetto della comprensione. Si tratta piuttosto di una comprensione limitata degli Attributi Divini in accordo alle capacità dello ‘spettatore’. E questa può essere raggiunta soltanto attraverso la purificazione di sé stessi, le cui fasi fondamentali sono, secondo le autorità sapienziali divine, le seguenti:

1) Al-Tajliya (Aderire strettamente alle norme islamiche esteriori e astenersi da ciò che l’Islam ha proibito)

2) Al-Takhliya (Purificare sé stessi attraverso l’acqua del pentimento e della tawba

3) Al-Tahliya (Ornare sé stessi con le perfezioni della Bellezza Assoluta secondo le proprie capacità)

4) Al-Fana (Estinzione nell’Amato, in modo che non si percepisca altra identità esistente eccetto quella di Allah)

Gli aspiranti all’Hajj dovrebbero cercare di viaggiare attraverso queste fasi, in modo che il 10 di Dhu al-Hijja essi meritino di indossare l’Ihram di Mose’ (‘a) e bramino sinceramente la visione dell’Unico Amato.

Ciò che è particolarmente travolgente è contemplare il Mose’ di Karbala, che nel Monte Sinai [Bihar al-Anwar, v. 98, pp. 108-109] di Ghadhiriyya (un altro nome di Karbala), è riportato aver detto:

Ho lasciato l’intera creazione nel Tuo Desiderio

Ed ho reso orfana la mia famiglia per poterTi vedere

Pertanto, anche se venissi da Te tagliato a pezzetti nel mio amore per Te,

Il mio cuore non tenderà ad altri che Te

 

 

Questo Mose’ senza pari della storia si è sacrificato così intensamente che l’Amato gli ha conferito favori senza pari, uno dei quali è:

 Al-sujud ‘ala turbat al-Husayn (‘a) yakhriqu al-hujub al-sab‘

(“Prosternarsi sulla terra di al-Husayn recide i sette veli”)

[‘Allama Majlisi, Bihar al-Anwar, v. 82, pp. 153]).

Un probabile significato dei sette veli è quello dei “sette livelli di esistenza”, il più alto dei quali è nella più intima prossimità dell’Amato.

Ma l’amore dell’Amato è particolarmente speciale per questo Mosé di Karbala. Secondo una Tradizione narrata dall’Imam al-Sadiq (‘a) [Cfr. ‘Allama Majlisi, Bihar al-Anwar, v. 98, pp. 87] Iddio nel giorno di ‘Arafa si volge prima verso coloro che si recano in visita alla tomba di al-Husayn, e poi con gli innamorati nelle sacre piane di ‘Arafa.

Preghiamo Iddio Onnipotente di permetterci di comprendere meglio i segreti dell’Hajj ed attraversare le stazioni della nostra vita transitoria.

 

di Shaykh Muhammad Khalfan

 

 

 

 

islamshia.org

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