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23:59 - September 12, 2026
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Iran: il successo del programma di memorizzazione del Corano richiede un ritorno alle moschee

Tehran-Iqna- Un maestro del Corano iraniano ha affermato che incentivare la memorizzazione del Libro Sacro e rilanciare il progetto di formare dieci milioni di memorizzatori non può avere successo senza un autentico ritorno alle moschee e una mobilitazione di base

Iran: il successo del programma di memorizzazione del Corano richiede un ritorno alle moschee

 

Un maestro del Corano iraniano ha affermato che incentivare la memorizzazione del Libro Sacro e rilanciare il progetto di formare dieci milioni di memorizzatori non può avere successo senza un autentico ritorno alle moschee e una mobilitazione di base.

Vali Yarahmadi ha affermato che un piano nazionale per promuovere la memorizzazione del Corano in Iran non può avere successo se non fa ritorno alle moschee e non si basa sulla partecipazione popolare e di base, anziché su una gestione statale centralizzata.

Yarahmadi, ex responsabile del Centro per gli Affari Coranici presso l'Organizzazione iraniana per le donazioni religiose (Awqaf) ha espresso queste considerazioni durante una riunione consultiva del comitato direttivo per il Piano Nazionale di Memorizzazione del Corano.

All'incontro hanno preso parte responsabili delle attività coraniche, esperti, attivisti e personalità dedite alla memorizzazione del Corano provenienti da tutto l'Iran.

Yarahmadi ha elogiato la segreteria del comitato per la dedizione e la costanza dimostrate, ma ha auspicato un cambiamento nell'approccio alla valutazione dei programmi coranici, delineando tre livelli di analisi.

Il primo consiste in una panoramica generale delle attività, utile ma incompleta. Il secondo esamina i piani progettuali, inclusi l'avanzamento operativo, le problematiche di budget e le risorse umane. Il terzo, e più importante, è una revisione strategica volta a misurare l'effettiva efficacia dell'iniziativa.

"A volte un programma viene realizzato in modo impeccabile, ma si rivela fondamentalmente inadeguato al raggiungimento dell'obiettivo finale, mancando della necessaria efficacia", ha osservato. "Pertanto, il comitato deve concentrarsi sull'analisi dell'efficacia e sulla definizione di una tabella di marcia".

Yarahmadi ha affermato che i documenti di alto livello non devono ridursi a dichiarazioni di principio o generalità. Un documento concettuale sulla memorizzazione del Corano, ha sostenuto, deve rispondere ad almeno 20 domande fondamentali e operative.

Il primo passo, ha detto, è una definizione precisa, concreta e misurabile dei termini "memorizzazione" e "memorizzatore del Corano", in linea con le richieste della Guida della Rivoluzione Islamica e con le opinioni degli esperti.

Ha inoltre auspicato una valutazione accurata della situazione attuale, una descrizione realistica della comunità di riferimento e una diagnosi precisa delle problematiche che ostacolano la memorizzazione del Corano in Iran.

Yarahmadi ha messo in evidenza la scarsa attenzione rivolta agli incentivi e alle condizioni economiche di chi memorizza il Corano, affermando: "Non si può chiedere a un'élite coranica di dedicare anni di tempo e impegno allo studio senza avere un piano per la loro posizione sociale, la loro efficacia sul campo o il loro sostentamento minimo".

Ha quindi chiesto un'analisi franca sul motivo per cui l'Iran non abbia ancora raggiunto l'obiettivo, fissato anni fa dalla Guida della Rivoluzione Islamica, l'Ayatollah Seyyed Ali Khamenei – di formare 10 milioni di memorizzatori del Corano.

Secondo Yarahmadi la mentalità amministrativa e statocentrica è uno dei principali ostacoli allo sviluppo dei programmi coranici.

"L'attività coranica è, per sua natura, un movimento popolare che nasce dal basso", ha affermato. "Ovunque le istituzioni governative siano intervenute con un approccio volto a prendere il controllo, l'autenticità e il dinamismo dell'iniziativa ne hanno risentito negativamente".

L'esperto ha sostenuto che la gestione e l'attuazione debbano essere realmente affidate alla società civile e alle istituzioni popolari, avvertendo che le associazioni di coordinamento non devono trasformarsi in organismi parastatali.

Nelle sue osservazioni conclusive, Yarahmadi ha sottolineato il ruolo centrale della moschea nella promozione del Corano.

"Nessun movimento religioso nel paese riesce a trasformarsi in cultura diffusa se non ha la moschea come origine e base principale", ha affermato. "Uno degli errori del passato è stato l'allontanamento delle attività coraniche dal contesto delle moschee. È necessario correggere questa rotta e tornare seriamente al baluardo delle moschee, affiancando a ciò un uso intelligente degli strumenti mediatici capillari".

 

 

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