IQNA

19:28 - October 30, 2018
Notizie ID: 3483408
Iqna- I pellegrini da tutto il mondo continuano a raggiungere la città santa irachena di Karbala, ed i numeri stupiscono come ogni anno

L'arbain è un evento religioso che segna i 40 giorni post anniversario del martirio del terzo Imam di Shia, Imam Hussein (AS).

Ogni anno, tutti i devoti e gli amanti dell'Imam, decidono di far parte ad una grande marcia che parte dalla città santa irachena di Najaf fino ad arrivare alla città santa di Karbala. Il percorso viene svolto a piedi, anche se non è un obbligo; il motivo per coloro che svolgono il traggitto a piedi è per potersi ritrovare riuniti in un cammino che rinchiude alti valori spirituali, come l'unione tra i popoli, la lotta contro le ingiustizie e la difese della verità. Lo stesso sentiero spirituale che intrapresero l'Imam hussein (AS) ed i suoi seguaci, i quali si sacrificarono per la difesa di tali valori e vennero martirizzati dal tiranno del loro tempo (Yazid I, più di 13 secoli fa).

Proprio per tali valori e per il grande carisma che possiede la storia dell'amato Imam sciita, ogni anno, sciiti, sunniti e persone di altre fedi provenienti da paesi differenti del mondo vengono "ospitati dell'Imam Hussein (AS)" in un cammino spirituale che ha ormai raggiunto il valore simbolico dell'unità tra le religioni e popoli, uniti contro le ingiustizie del mondo.

Lungo i percorsi che portano a Karbala, la città in cui sono presenti i santuari del terzo Imam sciita e del suo valoroso fratello, i pellegrini sono totalmente "ospiti d'onore" dell'Imam Hussein (AS). Infatti, durante i giorni impiegati per raggiungere la meta, hanno a disposizione ogni tipo di servizio gratuitamente, dal mangiare, ai luoghi di riposo fino ad arrivare ai servizi medici e tutto ciò che possa rendere più sicuro e gradevole la marcia per i pellegrini dell'Imam Hussein. A gestire i rifugi (Mukeb) e coordinare i servizi messi a disposizione per i pellegrini sono soprattutto in azione gente volontaria, perlopiù iraniani ed iracheni che si mobilitano per l'amore profondo che provano verso l'Imam ed i suoi insegnamenti spirituali. Il maggior numero delle volte che si domanda a ciascuna di queste persone, il perché di quello che fanno, rispondo che lo fanno per l'amore che provano per l'Imam Hussein e l'Ahl al-Bayt.

Ma a mostrare grande passione e senso di fedeltà verso l'Imam, non sono solamente i volontari che servono i pellegrini, anche gli stessi pellegrini, coloro che decidono di percorrere tanti chilomentri a piede nudo, spesso per partecipare a tale evento svolgono ogni tipo di sacrificio; alcuni pellegrini, provenienti dall'Iran, hanno percorso la marcia verso Karbala camminando per quasi tre settimane.

A tal proposito l'Iran ha stabilito rifugi (chiamati mukeb) lungo i sentieri che portano al confine con l'Iraq per accogliere i pellegrini. Il corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) ha istituito un ospedale da campo vicino alla frontiera e, a partire da domenica, ha fornito servizi medici a almeno 5.000 pellegrini.

Dai vari rapporti risulta che più di due milioni di pellegrini iraniani hanno passato i controlli di frontiera dall'Iran verso l'Iraq. Questo numero si aggiunge al numero di tutti gli altri pellegrini provaniente da altre parti del mondo.

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