IQNA

23:41 - May 15, 2019
Notizie ID: 3483973
Iqna - Sono nati ben tre eventi per contrastare l'Eurovision, accusato dai palestinesi di venir usato come copertura da Israele per mascherare i propri crimini
Gli attivisti palestinesi boicottano l'Eurovision di Tel Aviv: nasce il 'Gazavision', tra le macerie della Striscia

Il prossimo 18 maggio si terrà a Tel Aviv la finale dell'Eurovision Song Contest, in una situazione di alta tensione tra Israele e Palestina. Infatti, molti attivisti palestinesi stanno manifestando a Tel Aviv proprio contro la manifestazione e stanno accusando Israele di star utilizzando la vetrine dell'Eurovision per coprire le atrocità commesse contro il popolo palestinese.

Martedì scorso, tra le rovine dei palazzi distrutti dai bombardamenti sulla Striscia di Gaza, gli attivisti pro-Palestina hanno organizzato un evento, il 'Gaza Message', cui ne seguiranno altri due, il 'Globalvision' e il Gazavision', che saranno mandati in onda in diretta Facebook e Instagram durante la finale dell'Eurovision.

L'obiettivo di Gaza Message, come riporta il Jerusalem Post, è mostrare come Gaza 'respinga ogni tentativo di Israele di nascondere i suoi crimini'. Il concerto, tenuto da alcuni giovani artisti palestinesi, voleva 'mandare un messaggio a tutto il mondo sul fatto che Israele non è un paese civile o umano'.

L'evento di sabato è organizzato invece dal Movimento 'We Are Not Numbers': Gazavision è un festival online in cui si esibiranno sei artisti che non sono autorizzati a partecipare ad altri eventi internazionali. 

Globalvision invece sarà un evento molto più in grande: sempre con l'idea di boicottare l'Eurovision di Tel Aviv, il Globalvision include molti artisti palestinesi e internazionali, che hanno già dato la conferma della loro partecipazione. Tra loro, il musicista inglese Brian Eno, la soprano palestinese Dima Bawab, l'artista palestinese Bashar Murad e l'israeliano Ohal Grietzer.

 

globalist.it 

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