
Il Vaticano ha respinto le insinuazioni dell'ambasciatore statunitense presso la Santa Sede secondo cui le critiche di Papa Leone XIV alla guerra contro l'Iran sarebbero più un intervento politico anzichè una presa di posizione religiosa.
La risposta è arrivata in un articolo di Andrea Tornielli, direttore editoriale del Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede.
L'articolo fa seguito alle dichiarazioni dell'ambasciatore statunitense Brian Burch, secondo cui Papa Leone avrebbe parlato principalmente nella sua veste di sovrano della Città del Vaticano.
Burch, attivista politico cattolico e alleato del presidente statunitense Donald Trump, ha sostenuto che le critiche del Papa vadano pertanto interpretate allo stesso modo delle dichiarazioni rilasciate da qualsiasi altro leader politico.
"Quando il Papa agisce come sovrano leader della Santa Sede, è su un piano di parità con gli altri capi di Stato", ha dichiarato Burch in un'intervista pubblicata giovedì dal New York Times.
Tornielli ha contestato direttamente questa interpretazione in un articolo pubblicato da Vatican News, l'organo di comunicazione ufficiale della Santa Sede.
Sebbene non abbia menzionato Burch per nome, Tornielli ha affermato che presentare il Papa principalmente come capo di Stato distorce la natura della sua autorità e indebolisce il significato spirituale dei suoi interventi pubblici.
"Ogni esaltazione o esagerazione del ruolo del Papa come capo di Stato, ogni enfasi sull'importanza di questo ruolo, è fuorviante […] perché va a scapito della sua unica vera missione di Pastore universale", ha scritto Tornielli.
Secondo Tornielli gli interventi del Pontefice sui conflitti globali, le migrazioni e il cambiamento tecnologico dovrebbero essere visti come parte della sua missione religiosa piuttosto che come diplomazia convenzionale.
"Anche quando parla di guerra e pace, di migrazioni o di come rimanere umani nell'era dell'intelligenza artificiale, il successore di Pietro resta, prima di tutto, un leader spirituale".
Lo scambio riflette le tensioni sempre più visibili tra Papa Leone, il primo pontefice nato negli Stati Uniti, e l'amministrazione Trump.
Leone ha criticato ripetutamente la guerra degli Stati Uniti contro l'Iran e ha condannato i tentativi di Washington di invocare la religione a sostegno della campagna militare.
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