
Nel primo anniversario del martirio del generale di brigata Mohammad Saeed Izadi, noto come “Hajj Ramadan”, la Resistenza palestinese ricorda un leader che ha dedicato la sua vita alla Palestina, dal fiume al mare, e persino oltre, fino ai campi profughi. Questo leader, in breve, è stato l’ambasciatore della Repubblica Islamica dell’Iran e il suo addetto militare presso il popolo palestinese. Ha costruito e gestito il rapporto con la Resistenza palestinese, in tutte le sue diverse fazioni, dagli anni ’80 fino al suo martirio, avvenuto il 21 giugno 2025 in un attentato israeliano contro uno dei suoi quartier generali nella città santa di Qom. Il suo martirio è giunto dopo molti anni di incessante lavoro nei settori del sostegno, dell’assistenza e del coordinamento, rendendo la sua scomparsa un evento doloroso per tutti coloro che conoscevano la portata del suo ruolo al servizio della Resistenza palestinese e dell’Asse della Resistenza.
Hajj Ramadan dedicò la sua vita, i suoi sforzi e il suo tempo al servizio della causa di Gerusalemme e della Palestina (in tutti i suoi aspetti militari, politici e sociali). Era conosciuto negli ambienti della Resistenza come uno degli uomini più importanti che operavano nell’ombra, lavorando silenziosamente lontano dai riflettori, ma lasciando un segno profondo nel percorso di costruzione e sviluppo delle capacità delle forze di Resistenza nella regione.
Chi gli era vicino lo conosceva come un uomo devoto e di alti principi morali, di poche parole e molti fatti, un pensatore profondo, un pianificatore meticoloso e un costruttore silenzioso. Per oltre 20 anni si è dedicato al sostegno della Resistenza e allo sviluppo delle sue capacità, al punto che il suo nome è diventato sinonimo di numerosi successi nel campo degli armamenti, dell’addestramento e dello sviluppo militare. È stato presente in ogni momento cruciale della causa palestinese. Il suo impegno si è esteso allo sviluppo delle capacità produttive e tecnologiche della Resistenza, in particolare nei settori dei missili e dei droni, oltre alla supervisione di centinaia di corsi militari volti a preparare e addestrare combattenti e leader della Resistenza provenienti da diverse fazioni palestinesi.
Ha inoltre svolto un ruolo chiave nella realizzazione di progetti militari legati all’Asse della Resistenza e ha contribuito a migliorare la prontezza operativa delle forze di Resistenza in più ambiti. Tra le sue iniziative più importanti, si annovera la creazione di programmi specializzati di leadership e di formazione per i comandanti delle operazioni militari e di sicurezza delle Brigate Izz ad-Din al-Qassam e delle Brigate Al-Quds. Questi programmi sono proseguiti per anni e hanno contribuito a sviluppare l’efficienza militare e di leadership dei quadri della Resistenza, e le istituzioni militari affiliate alle Brigate Izz ad-Din al-Qassam ne hanno tratto beneficio per la preparazione dei propri programmi di addestramento.
Dal punto di vista logistico, Saeed Izadi ha svolto un ruolo cruciale nella fornitura di vari tipi di armi alla Resistenza palestinese, in particolare nella Striscia di Gaza. Ha finanziato e creato reti e canali di approvvigionamento e contrabbando, ha supervisionato la costruzione di magazzini e ha garantito la consegna di armi ai combattenti, diventando così uno dei principali artefici della costruzione di una parte significativa dell’arsenale militare in possesso della Resistenza palestinese.
Il suo ruolo non si limitava al rifornimento e all’armamento; era direttamente coinvolto nel monitoraggio degli scontri militari tra la Resistenza e Israele. Partecipò alle sale di monitoraggio e gestione delle crisi durante le guerre contro la Striscia di Gaza, assicurandosi che la Resistenza ricevesse tutto il supporto finanziario, logistico e militare. Un esempio lampante è il suo impegno quotidiano nel monitoraggio della guerra a Gaza alla fine del 2008, dove lavorò instancabilmente per tutta la durata del conflitto per sostenere la Resistenza e coordinare gli sforzi tra quest’ultima e le forze dell’Asse della Resistenza.
Saeed Izadi mantenne rapporti diretti con importanti leader della Resistenza palestinese, come il defunto Ramadan Abdullah Shallah, Ziad al-Nakhala e i martiri Abdul Aziz al-Rantisi, Yahya Sinwar, Ismail Haniyeh, Saleh al-Arouri, Mohammed Deif e Marwan Issa, oltre che con i leader di altre fazioni palestinesi. I suoi sforzi costanti si concentrarono sul superamento degli ostacoli, sulla facilitazione delle attività e sulla fornitura delle risorse necessarie per le operazioni della Resistenza, attraverso una comunicazione continua con i leader politici e militari.
Era inoltre noto per la sua residenza pressoché permanente a Beirut, dove era vicino alla leadership della Resistenza islamica in Libano – Hezbollah – e a Sayyed Hassan Nasrallah. Ciò gli permise di contribuire al coordinamento degli sforzi congiunti tra le diverse forze della Resistenza. Questo ruolo contribuì allo sviluppo di azioni comuni su diversi fronti e al sostegno e al rafforzamento della resistenza in Cisgiordania.
A livello strategico, Hajj Ramadan si adoperò per rafforzare l’Asse della Resistenza e consolidare il concetto di fronti uniti, costruendo reti di coordinamento e cooperazione tra le forze della Resistenza in Palestina, Libano, Yemen e Iraq. Molti lo consideravano uno dei principali artefici di questo approccio, che mirava a unificare gli sforzi e le capacità per contrastare l’occupazione israeliana, in particolare per quanto riguarda il piano di “Liberazione della Galilea”, integrandovi i combattenti della Resistenza palestinese attivi in Libano.
Con il martirio del generale Izadi, la Resistenza in Palestina, così come in Libano, ha perso uno dei suoi uomini più importanti e influenti. Tuttavia, ciò che Hajj Ramadan ha lasciato in eredità in termini di istituzioni, unità, esperienze, relazioni e successi militari e organizzativi sarà una testimonianza viva e crescente del suo grande ruolo al servizio della Palestina e di Gerusalemme, e di decenni di impegno costante che la Repubblica Islamica ha dedicato al sostegno della Resistenza e al potenziamento delle sue capacità in diversi ambiti.
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