
Il motivo per cui, nel versetto oggetto della domanda, viene specificato il nome di Mohammad (S), risiede nell’importanza che questa parte del versetto riveste, e Iddio, citando il nome del Profeta (S), ha voluto rendere omaggio e riverenza a quel Nobile (A). Alcuni esegeti considerano la seconda frase un concetto dettagliato che specifica una nozione generale. La seconda frase conferma gli insegnamenti del Profeta Mohammad (S), ossia la fede in Dio non è completa se non è accompagnata dalla fede in ciò che è stato rivelato al Profeta (S). Alcuni sostengono che il nome del Profeta è stato citato di modo che la Gente del Libro non dicesse che essa ha avuto fede solamente in Dio, nei propri profeti e libri celesti (N.d.T: e allo stesso tempo ignorare l’ultimo Profeta – S).
Per capire il motivo per cui è stato specificato il nome del Profeta (S) dobbiamo innanzitutto comprendere il fine di questa parte del versetto:
"آمَنُوا بِما نُزِّلَ عَلى مُحَمَّدٍ”
"… credono in quel che è stato rivelato a Mohammad …”, e poi otterremo la ragione per cui è stato citato il suo nome.
Iddio nel secondo versetto della sura Mohammad spiega una norma che può essere considerata una misericordia, poiché Iddio cancellerà i peccati di alcune persone grazie al Suo perdono e rettificherà altresì i loro cuori[1]. In merito a chi otterrà questa grazia, due sono le frasi riportate all’inizio del versetto:
” وَ الَّذِینَ آمَنُوا وَ عَمِلُوا الصَّالِحاتِ”
"آمَنُوا بِما نُزِّلَ عَلى مُحَمَّدٍ”
Riguardo al rapporto di ognuna di queste due parti del versetto con l’altra e al significato, tra gli esegeti, esistono varie opinioni.
A prima vista sembra che la prima frase faccia riferimento a casi più generali che comprendono anche quello della seconda frase. Perciò la seconda frase accentua solo alcuni esempi di "coloro che credono”. Tuttavia quest’affermazione non è condivisa da tutti gli esegeti ed essi hanno delle opinioni al riguardo che sono utili alla comprensione della seconda parte; ne citeremo alcune:
In base a tutte queste possibilità si può dedurre l’importanza della seconda parte. Perciò il riferimento al nome del nobile Mohammad (S) in questo versetto è dovuto all’importanza che questa parte ha nel versetto e Iddio, citando il nome del Profeta (S), ha voluto rendere omaggio e riverenza a quel Nobile (S). Gli esegeti hanno espresso anche questa motivazione: "Il motivo per cui [Iddio] ha citato separatamente il nobile Mohammad (S) ed ha fatto riferimento particolare alla fede in lui, è quello di omaggiarlo e onorarlo”[7]. Oltre a questo motivo gli esegeti hanno espresso anche altre opinioni degne d’attenzione: "Ha citato il nome del Profeta (S) di modo che la Gente del Libro non dicesse: «Noi abbiamo prestato fede solamente in Dio, nei nostri profeti e libri celesti»”[8].
[1]"…Iddio perdona i loro peccati e rettifica il loro spirito”. (Sacro Corano 47:2)
"کَفَّرَ عَنهمْ سَیِّاتهِمْ وَ أَصْلَحَ بَالهمْ.”
[2] Naser Makarem Shirazi,Tafsir-e Nemuneh, vol. 21, pag. 394, Dar al-kutub al-islamiyyah, Teheran, 1995.
[3] Seyyed Mohammad Hoseyn Tabatabai,Al-Mizan fi Tafsir al-Qur’an, vol. 18, pag. 223, Jame’e-ye modarresin-e houze-ye ‘elmye-ye Qom, Qom, 1417 AH.
[4] Abu ‘Abdullah Muhammad ibn ‘Umar Fakhr al-din Razi,Mafatih al-Ghayb, vol. 28, pag. 35, Dar ihya’ al-turath al-‘arabi, Beirut, 1420 AH.
[5] Naser Makarem Shirazi,Tafsir-e Nemuneh, vol. 21, pag. 394, Dar al-kutub al-islamiyyah, Teheran, 1995.
[6] Sayyid Hashim Bahrani,Al-Burhan fi Tafsir al-Qur’an, vol. 5, pag. 56, Bonyad-e Be’that, Teheran, 1416
[7] Fadhl ibn Hasan Tabarsi,Majma’ al-Bayan fi Tafsir al-Qur’an, vol. 9, pag. 147, Entesharat-e Naser Khosro, Teheran, 1993.
[8]Ibidem.