IQNA

Yemen, Strage saudita al funerale: 9 morti

18:03 - February 16, 2017
Notizie ID: 3481328
Sana’a - Iqna - Ennesimo massacro a Sana’a, vittime donne e bambini

Yemen, Strage saudita al funerale: 9 morti


Senza pace, lo Yemen è costretto a piangere l’ennesima strage di civili. Questa mattina all’alba nove donne e un bambino (ma il bilancio potrebbe salire) sono stati uccisi in un raid lanciato dalla coalizione sunnita a guida saudita alla periferia di Sana’a. Le bombe hanno centrato un funerale nel distretto di Arhab, 40 km a nord della capitale.

"La gente ha sentito il suono degli aerei e ha cominciato a scappare fuori di case ma le bombe l’hanno colpita direttamente. Il tetto è collassato, il sangue era ovunque”, il racconto di un residente allaReuters. Subito sono scattati i soccorsi, a mani nude: la gente ha cercato di tirare fuori le vittime dalle macerie della case di proprietà di Mohammed al-Nakaya, capo tribale alleato del movimento Houthi che a nord ha la sua roccaforte.

Secondo funzionari Houthi si sarebbe trattato di un doppio attacco, odioso tipo di raid che colpisce i soccorritori dopo il primo bombardamento. Per ora Riyadh non si esprime, ma poco cambia:in passato, ogni volta che una strage di civili è stata commessa, la coalizione ha promesso l’apertura di un’inchiesta di cui non se ne conoscono mai i risultati.Della carneficina di ottobre, quando un altro funerale fu colpito uccidendo 155 persone, non è stato pubblicato alcun report.

Continua a salire inesorabile il conto dei morti dal marzo 2015 quando l’operazione "Tempesta decisiva” fu lanciata dalla coalizione di 10 paesi sunniti tra Africa e Golfo contro il movimento Houthi.L’Onu parla di 10mila vittime, di cui 7.400 civili, ma fonti locali registrano bilanci più alti. Morti a cui si aggiungono 21 milioni di civili bisognosi di assistenza umanitaria immediata: le immagini che i media internazionali pubblicano mostrano gli scheletri in cui gli yemeniti sono stati trasformati, privi di cibo a causa del blocco aereo imposto dai Saud e che impedisce i rifornimenti ad un paese che importa il 90% dei beni alimentari che consuma.
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