IQNA

23:57 - June 25, 2018
Notizie ID: 3483003
Iqna - Il regime del Bahrain ha pronunciato condanne a morte verso tre religiosi sciiti e condannato altri otto all’ergastolo. Il regime di al-Khalifah continua con le sue brutali misure repressive contro i membri della comunità religiosa sciita

Sciiti in Bahrain, tra condanne a morte ed ergastoli

Il regime del Bahrain ha pronunciato condanne a morte verso tre religiosi sciiti e condannato altri otto all’ergastolo. Il regime di al-Khalifah continua con le sue brutali misure repressive contro i membri della comunità religiosa sciita.

Il principale gruppo di opposizione del Bahrain, la Società Islamica Nazionale al-Wefaq, ha annunciato in una dichiarazione che le figure religiose sciite sono sistematicamente sottoposte a arresti arbitrari, torture, processi, revoca della cittadinanza e deportazione forzata. La dichiarazione sottolinea che al-Wefaq ha registrato più di 347 casi di arresti, convocazioni e vari processi di sicurezza dei religiosi sciiti in Bahrain.

Le autorità di sicurezza del Bahrain hanno convocato più di 156 sacerdoti sciiti sui loro discorsi, tendenze ideologiche o opinioni politiche. Hanno anche arrestato 99 studiosi religiosi arbitrariamente. Al-Wefaq ha inoltre sottolineato che “i verdetti severi e ingiusti” hanno preso di mira più di 50 chierici, che vanno da multe salate e abolizione della nazionalità, all’ergastolo e alla pena di morte.

La dichiarazione denuncia che tre studiosi sciiti sono stati condannati a morte, otto all’ergastolo e molti altri sono stati privati della cittadinanza. Tra quelli di cui è stata revocata la nazionalità, spiccano l’ayatollah Sheikh Isa Ahmed Qassim e lo sceicco Hussein Najati. Al-Wefaq condanna la politica di persecuzione e discriminazione del regime di al-Khalifah, sottolineando che le autorità non hanno significative iniziative di riforma a livello dei diritti umani, in particolare per quanto riguarda la libertà di religione e credo.

Sette anni di rivolta in Bahrain

Dal febbraio 2011, migliaia di manifestanti anti-regime hanno tenuto manifestazioni quotidiane, chiedendo alla dinastia al-Khalifah di lasciare il potere e istituire un sistema giusto che  rappresenti tutti i Bahrainiti. Manama ha fatto di tutto per reprimere ogni forma di dissenso. Il 14 marzo 2011, truppe provenienti dall’Arabia Saudita e dagli Emirati Arabi Uniti sono state dispiegate per assistere il Bahrain nella repressione degli oppositori. Decine di persone hanno perso la vita e centinaia di altri hanno subito lesioni o sono stati arrestati.

Il 5 marzo 2017, il parlamento del Bahrain ha approvato il processo contro i civili nei tribunali militari in un provvedimento fortemente criticato da attivisti per i diritti umani e definito equivalente all’imposizione di una legge marziale non dichiarata in tutto il Paese. Il monarca del Bahrain, Re Hamad bin Isa al-Khalifah, ha ratificato l’emendamento costituzionale il 3 aprile scorso.

 

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