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Martirio Imam Zayn al-Abedin

19:05 - August 10, 2022
Notizie ID: 3487881
Tehran-Iqna- Ali ebn Hoseyn (38-94 egira ; 658-713 d.C), noto come Al-Sajjad (Prosternato a Dio) e Zayn al-Abedin (Ornamento dei Devoti), è il quarto infallibile Imam della tradizione sciita, figlio del terzo Imam, Hoseyn ebn Ali (AS)

Martirio Imam Zayn al-Abedin

 

Oggi, giorno 12 del mese di Moharram, secondo alcune fonti, ricade l'anniversario del martirio dell’Imam Sajjad (Che la pace sia su di lui). Secondo altre fonti invece il giorno del martirio dell'Imam è il 25 di Moharram.
 
Ali ebn Hoseyn (38-94 egira ; 658-713 d.C), noto come Al-Sajjad (Prosternato a Dio) e Zayn al-Abedin (Ornamento dei Devoti), è il quarto infallibile Imam della tradizione sciita, figlio del terzo Imam, Hoseyn ebn Ali (AS). Il periodo del suo imamato fu di 34 anni.

Egli fu presente alla tragedia di Karbala, ma a causa di una malattia non partecipò alla battaglia e per miracolo non venne martirizzato in quel giorno. Dopo la battaglia ed il martirio dell'Imam Hoseyn (AS) fu fatto prigioniero e portato incatenato ed a piedi nudi alla città di Kufa, insieme alle donne ed ai bambini superstiti dalla tragedia, per poi proseguire verso Damasco, sede dell'allora califfato omayyade.

In quell’occasione è famoso il discorso tenuto dall’Imam Sajjad (AS) alla presenza del califfo e tiranno omayyade Yazid bin Moawiah (il mandante della tragedia di Karbala), che creò consapevolezza tra la gente circa la posizione degli Ahl al-Bayt (la Famiglia del Profeta Mohammad) e fece luce sull’ingiustizia che essi hanno subito dopo la dipartita del Profeta. Dopo il suo rilascio visse a Medina per tutta la vita.

Durante il califfato di Abd al-Malik al-Marwan fu però arrestato nuovamente e portato a Damasco per un breve periodo, per poi ritornare a Medina. In seguito al suo secondo ritorno a Medina l'Imam, sempre sotto stretta sorveglianza da parte degli agenti del califfo, si ritirò dalla vita pubblica dedicandosi totalmente ad atti devozionali, tanto da guadagnarsi l'appellativo di Sajjad.

Fu però un ritiro più di apparenza che reale, tanto che l'Imam rimase in contatto con alcuni suoi discepoli prediletti come Abu Ḥamza al-Thumali, Abu Khalid Kabuli e pochi altri. Fu proprio questa cerchia ristretta di persone a divulgare tra le masse di quel tempo quanto imparato dal loro Imam, preparando così il terreno per il ritorno alla lotta politica degli Imam sciiti successivi, come l'Imam Mohammad Bagher (AS) e l'Imam Jaafar Sadegh (AS).

Una delle opere dell’Imam Sajjad (AS) è la "Al-Sahifa al-Sajjadiya”, una delle più ricche e sublimi raccolte di suppliche ed invocazioni spirituali, che riflettono la vera ed autentica via da seguire nella vita attraverso l'educazione della religione, del Sacro Corano e la purificazione dell’anima.
Risalat al-Hoquq (Trattato dei diritti) è un’altra opera dell’Imam Sajjad (AS) che tratta dei diritti e doveri di un essere umano verso Dio e la società.

L'Imam Sajjad (AS) fu martirizzato nell'anno 94 del calendario islamico a Medina, avvelenato per ordine del califfo omayyade Abdolmalek Marwan. Il suo corpo è sepolto nel cimitero di Baghi a Medina.

 

 

 

 

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