
La Conferenza Internazionale sul Pensiero Filosofico di Gholam Hosein Dinani, tenutasi di recente a Teheran, ha visto l'intervento, tra gli altri, del professor Dustin J. Byrd, docente all'Università di Olivet (Texas), il quale ha esposto un riassunto sui principali punti del pensiero filosofico di Dinani.
Secondo Byrd, il pensatore iraniano è uno dei pochi filosofi moderni capaci di svelare la realtà ontologica della condizione umana, indipendentemente da cultura o religione.
Continuità con i pensatori musulmani classici: Dinani riprende il pensiero di Avicenna, Suhrawardi, Mulla Sadra e altri, preservandone la verità universale e traducendola in forme semantiche e semiotiche adatte al mondo contemporaneo.
Centralità dell’‘Aql (intelletto): Dinani considera la ragione come la facoltà più alta dell’essere umano, opponendosi a due estremi: la razionalità strumentale, che riduce il senso al positivismo e conduce al nichilismo e il misticismo anti-razionale, che fugge patologicamente dal materialismo.
Per Dinani la condizione umana è determinata sia dal visibile (materiale) sia dall’invisibile (spirituale/metafisico), e l’intelletto è lo strumento per orientarsi in questo mondo.
Byrd ha sottolineato che l’opera di Dinani dimostra come la filosofia non sia una disciplina morta o sterile, ma un modo di essere nel mondo capace di trasformare il modo in cui l’individuo vive, giudica e comprende l’esistenza.
Così come la religione è un’orientazione complessiva di azione e interpretazione della realtà, il pensiero critico diventa un processo di auto-scoperta e liberazione dall’ignoranza.
Dinani ricorda la compatibilità tra ragione e rivelazione, spesso artificialmente separate dal dogmatismo moderno.
Secondo il pensiero di Dinani, la loro separazione ha portato da una parte a una religione percepita come irrazionale e dall'altra ad una modernità secolare percepita come priva di anima e nichilista.
L’opera di Dinani diventa così un ponte di riconciliazione tra ragione e rivelazione.
Secondo Byrd dunque, Dinani è un mediatore tra la filosofia islamica classica e le preoccupazioni esistenziali moderne, capace di restituire significato alla filosofia attraverso una riconciliazione tra ragione e rivelazione, e di trattare la filosofia come una pratica viva piuttosto che come un sapere sterile.
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