
Il Gran Ayatollah Ali Sistani, la massima autorità islamica sciita dell'Iraq, ha diffuso un messaggio in occasione della presentazione ufficiale del Mushaf di Najaf.
Di seguito il messaggio dell'Ayatollah Sistani:
"Ho avuto l'onore di scorgere il Mushaf Najaf ash-Sharif, una versione benedetta del Sacro Corano, il grande libro divino rivelato al Profeta Mohammad (pace su di lui) come luce, guida e illuminazione per il popolo, e preservato da qualsiasi alterazione, aggiunta o sottrazione, affinché rimanga una testimonianza completa e una guida fino al Giorno del Giudizio".
"Come ha affermato l'Imam Ali ibn Abi Talib (pace su di lui) a proposito di questo libro: "Imparate il Corano come una benedizione che non tradisce mai, una guida che non inganna mai, una parola che non mente mai; perché chiunque si avvicini al Corano, vedrà la propria consapevolezza aumentata e la propria cecità diminuita. Prego il Signore altissimo di concedere a tutti noi il successo nella sua recitazione, nella riflessione sui suoi versetti, nell'apprendimento dai suoi insegnamenti e nell'obbedienza ai suoi comandi, poiché solo Lui è il detentore del successo".
Il Mushaf in questione è stato creato e stampato su iniziativa del Centro di Stampa e Pubblicazione Al-Kafil, affiliato al santuario dell'Imam Ali (AS) nella città di Najaf.
Va detto che nella tradizione islamica per mushaf si intende la versione scritta del Corano. Secondo la dottrina islamica, il Sacro Corano vero e proprio ha un'essenza divina ed è custodito nei cieli. L'essenza del Corano è stata rivelata al Profeta Mohammad (Dio benedica lui e la sua famiglia) che la dettò a sua volta al popolo.
Quanto rivelato dal profeta venne dapprima portato per iscritto e in seguito sistemato seguendo un ordine univoco per quanto riguarda la sequenza dei capitoli e versi. Questa versione scritta prende il nome di Mushaf.
I diversi mushaf possono altresì divergere per quanto riguarda lo stile calligrafico o la sistemazione dei versi nelle pagine. Da qui la scrittura e presentazione di diversi mushaf.
Ricordiamo che nella tradizione islamica la scrittura del Corano, soprattutto a mano, è considerata un atto meritorio.
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