L’annuncio dell’accordo tra Iran e Stati Uniti per porre fine alla guerra è stato accolto molto negativamente in Israele, suscitando forte irritazione, mentre si attende la pubblicazione del testo definitivo dopo la firma prevista per venerdì.
I media israeliani avevano già riferito che i funzionari del regime sono preoccupati che qualsiasi accordo tra gli Stati Uniti e l’Iran, senza tenere conto delle richieste israeliane sulla questione libanese, limiterebbe la libertà d’azione di Tel Aviv su quel fronte.
L’analista Yossi Frier ha affermato: Netanyahu ha ammesso di non essere stato informato nei dettagli del memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran, e sta presiedendo a una disastrosa sconfitta strategica per "Israele".
Ben Caspit, un altro analista israeliano, ha scritto che Netanyahu è un artefice del fallimento, sostenendo di aver salvato "Israele" dalla distruzione per mano dell’Iran, e questa è una delle sue tante menzogne.
A questo proposito, anche Barak Seri ha scritto che Netanyahu ha subito la più grande, aggiungendo che i funzionari israeliani affermano che l’accordo tra Washington e Teheran è dannoso per Tel Aviv.
Infine, l’analista militare sionista Yossi Yehoshua ha paragonato la situazione attuale alla Seconda Guerra del Libano del 2006, affermando che l’opinione pubblica israeliana sta vivendo oggi un livello di frustrazione e percezione di sconfitta senza precedenti, più profondo rispetto alle crisi passate del regime.
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