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Elezioni inglesi: punita la May, successo di Corbyn

11:10 - June 16, 2017
Notizie ID: 3481797
Iqna - Quando sono stati aggiudicati 649 seggi su 650 (in Inghilterra vige il maggioritario puro), i Conservatori hanno 318 seggi, 12 in meno dei 330 che avevano e privi della maggioranza di 326

Elezioni inglesi: punita la May, successo di Corbyn

Alle elezioni inglesi è stata punita l’arroganza di Theresa May; il suo tentativo di dare una spallata per assicurarsi un’ampia maggioranza è naufragato mentre il partito laburista guidato da Corbyn, che fino a poco tempo fa era dato per spacciato, ha conseguito un successo oltre le aspettative con una piattaforma programmatica nettamente di sinistra.

Quando sono stati aggiudicati 649 seggi su 650 (in Inghilterra vige il maggioritario puro), i Conservatori hanno 318 seggi, 12 in meno dei 330 che avevano e privi della maggioranza di 326; il Labour è il vincitore morale di queste elezioni: ottiene 261 seggi, rispetto a quelle passate ne guadagna 31 e una decina di punti percentuali tornando ai livelli di Blair, ma stavolta su un programma chiaramente di sinistra voluto da Corbyn che ha sfondato nel mondo giovanile e fra i "forgotten”, i più deboli, i dimenticati dalla società neoliberista e globalizzata.

Per il resto, i separatisti scozzesi perdono 19 seggi, fermandosi a 35, perché pagano la crescita del Labour e l’aggressivo ritorno dei Conservatori scozzesi guidati dalla loro leader Ruth Davidson; una sconfitta che archivia, almeno per il momento, il sogno indipendentista. Galleggiano i LiberalDemocratici saliti a 12 seggi (+ 3); potrebbero garantire la tenuta del Governo della May, ma hanno già escluso un appoggio ai Conservatori: pesano le troppe differenze soprattutto sul tema della Brexit che essi avversano.

Restano gli Unionisti nord irlandesi, con 10 seggi (+2) potrebbero far raggiungere ai Conservatori una sospirata quanto risicata maggioranza, ma anche questo è tutto da vedere perché l’Hard Brexit predicata dalla May è improponibile per i nord irlandesi, che hanno votato Remain per non vedere di nuovo un confine con l’Irlanda. Secondo le ultime dichiarazioni della Premier, rilasciate dopo un brevissimo colloquio con la Regina, farà un nuovo Governo per affrontare la Brexit; a sostenerla dovrebbe intervenire proprio la malferma stampella degli Unionisti: 10 voti che porteranno ad una stentata maggioranza di 328 seggi su 650.

Come si vede, le elezioni inglesi, con il 69% di affluenza (la più alta da 20 anni), hanno frantumato il precedente quadro politico impedendo di fatto la formazione di qualunque maggioranza credibile, l’esatto contrario di quanto voluto da Theresa May che era corsa al voto certa di assicurarsi una maggioranza schiacciante che le permettesse di gestire in piena libertà la trattativa con la Ue.

Le cause che hanno fatto squagliare un distacco fra i due partiti principali che fino a due mesi fa era dato ad oltre 20 punti (riducendolo a solo il 2,5%: 42,5 a 40) sono diverse, ma due spiccano sugli altri, anche più degli attentati che hanno costellato la corsa alle elezioni inglesi: una disastrosa conduzione della campagna elettorale da parte dei Conservatori ed in particolare della May, il coraggio con cui Corbyn ha deciso d’infrangere il tabù del politicamente corretto, affrontando la prova elettorale con una piattaforma di vera sinistra, contro le diseguaglianze e gli eterni ritornelli neoliberisti, e sostenendo una maggiore giustizia sociale ed un welfare degno del nome.

Corbyn, come prima di lui Sanders negli Usa e Melenchon in Francia, ha dimostrato ancora una volta che esiste uno spazio immenso per una "Politica” attenta alle diseguaglianze, alle fasce sociali più deboli, ai "fergotten” sempre più numerosi nella società egoista disegnata dal neoliberismo e dalla globalizzazione. Ma attenzione, si tratta di un’offerta politica strutturata, basata su un sistema di valori coerenti, niente a vedere con i patetici pifferai del populismo che raccattano le proprie proposte (se così si possono definire) in funzione del consenso che possono raccogliere per edificare la propria base di potere.

E a tal proposito, è da notare che le elezioni inglesi hanno segnato la fine dell’Ukip, squagliatosi letteralmente e cedendo i propri consensi a Conservatori e Laburisti.

Adesso per il Regno Unito si apre una stagione difficile, con una "Brexit” da gestire da una posizione di debolezza, un Governo ormai senza maggioranza che s’ostina a non voler dare le dimissioni, invocate da Corbyn ma respinte con forza da una Theresa May che dovrà difendersi da chi nel suo partito vorrà liquidarla. Nel frattempo la Sterlina è crollata e le Istituzioni finanziarie della City s’interrogano preoccupate sul futuro.

Un quadro delicato quanto fragile che rende più che possibile l’ipotesi di nuove elezioni inglesi convocate a breve.

ilfarosulmondo

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