Continua l'ondata antiislamica nella repubblica del Myanmar.Le violenze degli ultimi mesi nella regione del Rakhin ed il clima di tensione creato intorno alla minoranza islamica raggiungono anche altre zone del paese.
Le autorita' della citta' di Mandalay sono state costrette ad abbattere un palazzo in via di costruzione credendo che fosse una moschea.Un gruppo di cento estremisti buddisti si sono infatti radunati davanti ad un palazzo di due piani in via di costruzione chiedendo alle autorita' di abbattere l'edificio in quando a loro dire sarebbe stato destinato a diventare una moschea.
Le autorita',intimorite dal gruppo di estremisti buddisti,hanno accontentato la richiesta abbattendo il palazzo,pur non essendoci alcuna motivazione legale che giustificasse l'abbattimento.In seguito alla distruzione del palazzo pero' si e' venuto a sapere che la struttura non aveva nulla a che fare con la comunita' islamica,ma che era semplicemente l'abitazione di un cittadino buddista.
Il fatto mette ancora in evidenza il forte clima di oppressione a cui sono sottoposti i musulmani,non solo nella regione occidentale di Rakhin,ma ormai in molte zone del paese.Negli ultimi mesi decine di migliaia di musulmani appartenenti all'etnia dei Rohingya sono stati costretti ad abbandonare le proprie abitazioni nella regione di Rakhin a causa degli attacchi portati avanti da gruppi oltranzisti buddisti appoggiati dall'esercito regolare.Durante gli attacchi si sono registrati atti di violenza molto gravi come uccisioni di massa,stupri,arresti arbitrari e torture.Le organizzazioni internazionali per la difesa dei diritti umani classificano cio' che e' in atto contro i musulmani Rohingya come genocidio,in quanto il governo centrale ha programmato di costringere un esodo di massa dei musulmani verso il Bangladesh per ripulire la zona dalla popolazione islamica.
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