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Commento alla Sura al-Hamd - parte 14

8:00 - August 25, 2018
Notizie ID: 3483203
Iqna - Vi proponiamo il commento alla sura al-Hamd(sura Aprente) dell'Imam Ruhollah Khomeini


Commento alla Sura al-Hamd - parte 14

Del rapporto Allah (SwT)- Creature

Nel nome di Allah (SwT), il Clemente, il Misericordioso
Lode a Allah (SwT), Signore del Creato

Imprescindibile alla soluzione di alcuni dei suddetti problemi è la retta impostazione, da parte dell’uomo, del concetto di rapporto tra Allah (SwT) e le creature, e delle qualità del medesimo; impostazione che deve essere, com’è ovvio, non già catechistica e iterativa bensì argomentata, per quanto a noi sia concesso di procedere per via di logica.

In ogni caso il rapporto in esame nulla ha a che vedere con quello che si dà tra due elementi alla pari e reciprocamente autonomi, quale per esempio il rapporto padre-figlio e viceversa, e neppure con quello, analogo anche se certo più intimo, del tipo raggio-sole, o con quello ancor più intimo del tipo Anima-anima del singolo.

Né sfugge alla casistica della mera proliferazione e diversificazione anche il rapporto del tipo anima sensitiva-sensi. Il rapporto che sussiste tra gli esseri e la Fonte degli esseri, cioè Allah (SwT), è ben altro, come si evince talora dal Santo Corano e dalla Sunna.

Per esempio: "Si è manifestato il suo Signor sul monte". O anche (preghiera per l’accensione dei fuochi) "Per quella luce del Tuo volto che si manifestò sul monte livellandolo", dove la causa è remota, un po’ come quando si dice, nel caso di un’uccisione per mano umana, che è venuto per il tale l’angelo della morte o che "era detto".

La meditazione di alcuni nobili versetti vale comunque a chiarire il nostro problema.

Del Concetto di Lode

Secondo la prima proposta di soluzione di cui sopra, Lode equivale a totalità di lodi, cioè a moltiplicazione ad infinitum dell’elogio in sé, nel senso che non s’abbia lode se non a lode di Allah (SwT). Allo stesso modo andrà allora considerato il Nome.

La Lode si individua al suo manifestarsi, come il raggio di sole all’atto dell’irradiamento, e l’anima sensitiva nel sentire, differenziatamente concreto. E come i diversi luoghi della Manifestazione indicherebbero Allah (SwT), così Lo indicherebbe la differenziazione dei nomi.

Venendo però alla seconda proposta, sulla lode come assoluto, dovrebbe dedursi che così non sia, nel senso che non è Lode quella che proviene dal lodante, e che la pluralità di manifestazioni non è se non manifestazione di pluralità. Pienezza di lode non sarebbe allora cosa nostra, per quanto manifesto e plurimo sia il nostro lodare. Sennonché, dal momento che tale pluralità si annulla e vanifica nell’assoluto, ecco che possiamo nuovamente parlare di Lode.

Il punto di vista pluralistico nega qui quanto il punto di vista unitario, in forza della vanificazione della pluralità nell’unità, torna ad affermare. L’interpretazione del versetto coranico è dunque totalmente diversa in ognuna delle due possibilità di lettura: somma di lodi come di nomi nell’un caso, e sommersione degli stessi in una Lode e in un Nome nell’altro.

Le conseguenze di ciò coinvolgono poi anche il "Clemente" e il "Misericordioso" che seguono nella Basmala, dove si tratta di due diverse manifestazioni del Nome di Allah (SwT) Onnipotente, riducibili al Nome supremo di Allah, per moltiplicazione ovvero vanificazione nell’assoluto.

Della Manifestazione nelle Cose Esistenti

Tale Manifestazione è da ricondursi al Nome supremo. "Clemente" vale attualizzazione di clemenza, come "Misericordioso" è attualizzazione di misericordia, e "Signore del creato" vale attualizzazione di adorabilità.

Però sempre nei due possibili sensi. Così, stando alla seconda lettura, e Nome, e Allah (SwT), e Clemente, e Misericordioso, e così via, sino alla fine della Sura, costituiscono un assoluto in tutti i sensi svincolato.

In ogni caso, a ogni nome distinto corrisponde una distinta categoria d’azione; dove assolutezza d’azione è cosa precipua di Allah (SwT) Onnipotente, e dove a Lode in assoluto corrisponde il Nome rappresentante l’Essenza stessa in sé, cioè a dire Allah, il quale nome è onnicomprensivo d’Essenza, e non già indice di questa o quella manifestazione specifica, come è Clemente per la clemenza, o Misericordioso per la misericordia, o Signore per l’adorabilità, e così via.

Tanto è da dirsi con ragionamento filosofico di tipo logico: ragionamento non gnostico, e diverso anche dal procedimento del Santo, il quale giunge alla definizione con approcci e per stadi di rivelazione diversi.

 

 

traduzione: Al-Islam.org

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