
Il capo del convoglio coranico iraniano "Noor" (Luce), inviato in Arabia saudita per tenere vari programmi coranici durante l'Hajj, ha riferito di aver eseguito 752 programmi in Terra Santa.
Ali Qasemabadi ha detto all'Iqna che il primo gruppo del convoglio si è recato in Arabia saudita il 23 giugno mentre il resto del gruppo ha lasciato l'Iran per le città sante della Mecca e Medina in seguito.
Secondo Qasemabadi vari programmi coranici, in particolare sessioni di recitazione del Corano, sono state eseguite dai membri del convoglio nelle due città, incluso a Masjid al-Haram, il luogo più sacro per l'Islam.
Recitatori del Corano selezionati, memorizzatori e gruppi di Tawasheeh (cori religiosi) dall'Iran vengono inviati ogni anno in Terra Santa durante l'Hajj per svolgere programmi coranici.
Ogni anno milioni di musulmani provenienti da tutto il mondo si riuniscono nella città santa della Mecca per l'Hajj, ovvero il pellegrinaggio che ogni musulmano deve compiere almeno una volta nel corso della propria vita.
Nel 2016 l'Iran non prese parte all'Hajj a causa delle tensioni tra Riyadh e Teheran nate in seguito ai fatti accaduti durante il pellegrinaggio del 2015.
Il 24 settembre 2015 migliaia di persone persero la vita in una ressa alla Mecca dopo che le autorità saudite hanno bloccato una strada nella zona di Mina durante un rituale, costringendo grandi folle di pellegrini a entrare in collisione.
La ressa fu l'incidente più mortale nella storia del pellegrinaggio alla Mecca. Secondo le autorità saudite circa 770 pellegrini persero la vita nell'incidente, ma fonti indipendenti hanno quantificato le vittime in oltre settemila persone, tra cui circa 460 pellegrini iraniani. Tra i periti ci furono anche diversi membri della delegazione coranica iraniana inviata quell'anno in terra santa.
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