IQNA

Commento alla Sura al-Hamd - parte 16

23:56 - October 02, 2018
Notizie ID: 3483314
Iqna - Vi proponiamo il commento alla sura al-Hamd(sura Aprente) dell'Imam Ruhollah Khomeini


Commento alla Sura al-Hamd - parte 16

Dell’Essenza del Santo Corano

L’essenza del Santo Corano, peraltro, non ha qualità di verità sensibile, ché non può essere vista né udita; non appartiene nemmeno alla categoria delle parole, né a quella degli accidenti. Pure, lo fecero scendere su di noi, ciechi e sordi, affinché avessimo a comprenderlo. Ma coloro che veramente ne traevano profitto hanno capacità ed educazione ben diverse dalle nostre, e sanno penetrarlo al punto di recepire fin la Manifestazione di Allah (SwT) Trascendente.

Ora, con la discesa di questa manifestazione divina sul mondo fenomenico, vengono in essere livelli diversi tra il mondo naturale, sensibile, e il mondo impercettibile, fino alla Manifestazione primaria; allo stesso modo esistono degli amici di Allah (SwT) e dei Profeti (as), che permette loro di accedere alle verità trascendenti.

Essi, cioè, sono giunti a quella Manifestazione che già si rivelò a Mosè (as), come leggiamo nella preghiera "Noi Ti invochiamo per quella luce del Tuo volto che si manifestò sul monte...", corrispondente al versetto "E Allah (SwT) si manifestò sul monte"; e, poco oltre, nella manifestazione dell’albero: "O Mosè! In verità Io sono il tuo Signore...".

E questo, tutto questo, per far comprendere a Mosè (as) che si trattava veramente di Allah (SwT). Ogni cosa, così, nella Sua stazione, nell’ordine gerarchico Suo.

E noi, come fare noi, per comprendere il Santo Corano? Certamente non è questione qui di solo insegnamento, di ciò che normalmente si intende per ‘istruzione’.

Del Commento del Santo Corano

Se scorriamo i vari commentari al Santo Corano, questi commentari correnti, vediamo che molteplici sono le allusioni al fatto che essi siano stati scritti per ciechi e sordi. Il Santo Corano è onnicomprensivo della risposta a ogni problema, ma l’unico che sappia veramente intenderlo pienamente è il suo interlocutore originale: il Santo Profeta (S).

E’ questa la stazione della visione diretta: "Lo Spirito della Santità a te lo ha portato...", o, ancora: "Noi l’abbiamo fatto scendere su di te la Notte del Destino". Il Santo Corano, dunque, è sceso nel suo cuore, il che comporta che a nessun altro sarà dato di averne reale visione. Questo perché non si tratta di questione di carattere intellettivo e razionale, e neppure di percezione, ma di percezione dell’Arcano, di estasi allo stato puro.

E’ quindi una visione che solo il cuore, quello non già di tutti, bensì del Profeta (S), può intendere e sostenere, ché Egli è il ricettacolo per eccellenza: "Comprende il Santo Corano colui al quale esso è destinato". Difficile, pure, sarà esplicare tanta conoscenza, se non con esempi e per metafore: come potreste far intendere la realtà del sole, fornir l’idea della luce, a un cieco? Quale immagine potreste usare per dargliene sentore? Quale linguaggio adottereste?

Ora, la luce è cosa che rischiara; quello che ha conosciuto solo tenebre, come potrà recepirla? Sono questi veri nodi per la lingua, o forse tal nodo della lingua è l’eco d’un orecchio infermo: incapacità di esprimere causata alla lingua dunque, dall’impossibilità d’essere la cosa intesa. E’ questo il dramma dei Profeti (as).

 

 

traduzione: Al-Islam.org

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