IQNA

23:56 - May 07, 2020
Notizie ID: 3485039
Tehran-Iqna- Le autorità del Bahrein stanno impedendo a un religioso musulmano sciita in prigione di ricevere cure adeguate

Manama nega le cure mediche a religioso sciita

Le autorità del Bahrein stanno impedendo a un religioso musulmano sciita in prigione di ricevere cure mediche adeguate .

A darne notizia il quotidiano online in lingua araba Manama Post che riporta le parole della famiglia di Sheikh Mirza al-Mahrous, secondo cui il loro congiunto ha la necessità di sottoporsi ad un intervento chirurgico d'emergenza, ma che i funzionari della prigione di Jau, a sud della capitale Manama, gli stanno negando tale possibilità.

La famiglia ha espresso grave preoccupazione per le condizioni di salute di al-Mahrous ed ha affermato di aver ricevuto una telefonata dal proprio congiunto domenica 3 maggio in cui li informava del deterioramento delle sue condizioni di salute a causa della sindrome da intestino irritabile (IBS). 

Lo sceicco al-Mahrous ha detto loro di aver urgentemente bisogno di un intervento chirurgico al colon come diagnosticato da uno specialista, ma che l'amministrazione della prigione rifiuta deliberatamente di trasferirlo in ospedale.

Sheikh Mirza al-Mahrous è uno dei numerosi prigionieri politici arrestati in seguito ai moti di protesta di metà febbraio 2011, scoppiati nel paese arabo sulla scia delle primavere arabe.

Il religioso era vice presidente della Società degli orfani al-Zahraa, ormai sciolta dal regime.

Un tribunale del Bahrein lo ha ritenuto colpevole di "aver tentato di rovesciare il regime" condannandolo a 15 anni di prigione.

Al-Mahrous ha spesso intrapreso iniziative di resistenza passiva come scioperi della fame per protestare contro la negazione dei suoi diritti basilari da parte delle autorità carcerarie, in particolare per la negazione dell'assitenza medica necessaria ad affrontare la sua malattia. 

Dall'inizio delle proteste in Bahrein nel 2011 decine di persone hanno perso la vita e altre migliaia sono state ferite o arrestate a seguito della violenta repressione da parte del regime monarchico della dinastia al Khalifa.

 

 

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