Tehran-Iqna- Il governo italiano ha bloccato in maniera permanente le esportazioni di armi verso l'Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti (EAU)

L'Italia ha bloccato in maniera permanente le esportazioni di armi verso l'Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti (EAU).
Secondo il governo italiano, la decisione è una risposta alle preoccupazioni circa il rispetto dei diritti umani ed i crimini di guerra commessi durante la guerra nello Yemen da parte dei due paesi arabi.
Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha annunciato lo stop alle esportazioni, citando l'impegno di Roma nel porre fine allo spargimento di sangue nello Yemen e nella salvaguardia dei diritti umani.
“Questo è un atto che abbiamo ritenuto necessario, un chiaro messaggio di pace proveniente dal nostro paese. Per noi il rispetto dei diritti umani è un impegno indissolubile”, ha affermato in una nota Di Maio.
In un'intervista al quotidiano "Il Fatto Quotidiano", il sottosegretario agli Esteri, Manlio Di Stefano, ha affermato che la decisione è stata presa la scorsa settimana, dopo che il premier Giuseppe Conte ha dato il via libera a una raccomandazione in tal senso fatta da Di Maio.
L'annuncio del governo italiano ha comportato rezioni positive da parte delle associazioni pacifiste e per la difesa dei diritti umani.
A tal proposito la "Rete italiana per la pace e il disarmo" ha affermato che la decisione bloccherà la vendita di circa 12.700 missili all'Arabia Saudita, che facevano parte di un'assegnazione totale di 20.000 missili del valore di oltre 400 milioni di euro concordata nel 2016 sotto la precedente amministrazione.
Andrew Smith, membro della "Campagna contro il commercio di armi", ha dichiarato al portale di notizie online Middle East Eye che la decisione italiana costituisce un "precedente di vitale importanza" per altri paesi europei che continuano a vendere armi al regime saudita nonostante le atrocità commesse nello Yemen.
“Il governo italiano non avrebbe dovuto armare le forze saudite in primo luogo. Vendite di armi che hanno alimentato una guerra brutale contribuendo a creare una catastrofe umanitaria ", ha detto Smith.
"Tuttavia, questo costituisce un precedente di vitale importanza per un importante esportatore di armi europeo", ha aggiunto. "I riflettori ora devono essere puntati sul Regno Unito e su altri governi di trafficanti d'armi che hanno svolto un ruolo centrale nel favorire il conflitto".
Conte nel 2018 aveva espresso il desiderio che il suo governo sospendesse la vendita di armi all'Arabia Saudita a causa della devastante guerra portata avanti dalla petromonarchia del Golfo contro lo Yemen, oltre dell'assassinio di stato del giornalista dissidente Jamal Khashoggi, ucciso e mutilato all'interno del consolato saudita di Istanbul nel 2017.
La scelta dell'Italia segue di poco l'annuncio del nuovo presidente degli Stati Uniti Joe Biden su una sospensione delle esportazioni di armi a Riyadh e Abu Dhabi.
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