
Il leader dell'opposizione russa Alexei Navalny ha fatto sapere di aver citato in giudizio i funzionari della prigione dove è attualmente detenuto per avergli negato di accedere alla sua copia del Sacro Corano.
Navalny è in sciopero della fame da alcune settimane per protestare contro le condizioni di detenzione a cui è sottoposto.
In particolare Navalny dopo aver affermato di essere stato colpito da un malore chiede di essere visitato dal suo medico personale. Richiesta non accolta da parte dell'amministrazione carceraria dato che in base ai regolamenti in vigore la salute dei detenuti va gestita dal personale medico del penitenziario.
L'oppositore ha però pubblicato un post sul suo account Instagram affermando che un altro dei motivi di scontro tra lui e l'amministrazione ha a che fare con il Sacro Corano.
"Il fatto è che non mi stanno dando il mio Corano. E questo mi fa irritare", ha detto Navalny, aggiungendo che studiare a fondo il Corano era uno dei tanti obiettivi di auto-miglioramento che si era prefissato mentre era in prigione.
Il politico ha inoltre denunciato che non gli è stato dato accesso a nessuno dei libri che aveva portato con se in carcere o che aveva ordinato in quanto in base alle regole questi devono essere "ispezionati per contenuti estremisti", che secondo i funzionari richiede tre mesi.
"Così ho scritto un'altra petizione al capo della prigione e ho intentato una causa. I libri sono tutto per noi, e se devo fare causa per il mio diritto di leggere, allora farò causa".
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