
Mentre i cascami dell'ex Impero britannico cercano di riaffermare il controllo sui mari, per conto del padrone americano, arrivando a provocare la Russia nel suo cortile di casa del Mar Nero, l'Impero USA cerca di barcamenarsi in Medio Oriente contrastando l'asse della resistenza con ulteriori attacchi fra Siria e Iraq. Non si può cambiare però il corso della Storia e la potenza anglo/USA è arrivata al suo capolinea storico e non è in grado di ripristinare il suo dominio unipolare sul mondo.
Con il rinnovo del trattato di amicizia e cooperazione, in questi giorni Mosca e Pechino hanno inviato un segnale di avvertimento all'Occidente collettivo, secondo l'opinione di vari analisti. In precedenza, pochi mesi prima, l'establishment liberale occidentale aveva lanciato una dura offensiva, ma poi si è rotto i denti, su Mosca e Pechino. Tuttavia, le teste di molti falchi dei circoli di Washington non si sono raffreddate e tenteranno di tutto per incrinare questa intesa fra i due giganti euroasiatici.
La Belton Road della Cina offre questo supporto e, al contrario degli USA, non pretende di imporre il proprio sistema politico e la propria cultura ai paesi che si associano al programma.
Il mondo è ormai multipolare anche se Washington tende a non accettare questa realtà e prova ad occultare il suo inesorabile declino blaterando di "democrazie contro autocrazie", "diritti umani" ed altre trovate di propaganda che dimostrano l'ipocrisia abissale di coloro che si sono macchiati dei maggiori massacri della Storia negli ultimi 50 anni e che ancor oggi hanno la loro corte fra le peggiori dittature dal mondo arabo a quello Latino americano.
Nonostante gli apparenti tentativi di accordo (vertice fra Biden e Putin), l'Impero diventa sempre più aggressivo, cerca espedienti per mettere un cuneo fra Russia e Cina, inventa presunti genocidi di mussulmani in Cina per scatenare una campagna di diffamazione contro il suo principale rivale economico e utilizza la NATO come suo strumento militare per effettuare provocazioni nelle aree di interesse della Russia e della Cina, dal Mar Nero allo stretto di Taiwan.
I vassalli europei, privi di qualsiasi autonomia politica, accettano tutto salvo, qualche volta, ma non hanno il coraggio di affrontare il padrone USA e tutelare i propri interessi nazionali. Sanno che il gioco diventa sempre più rischioso e che il detonatore in Europa potrebbe essere quello dell'Ucraina a far scatenare un conflitto. Saranno disposti a far morire i propri cittadini per l'Ucraina?
Siamo sempre più vicini ad una resa dei conti e in questo caso saranno le vittime a presentare il conto ai loro carnefici e a coloro che li hanno sostenuti. Il momento si avvicina ed il corso della Storia procede inesorabile.
di Luciano Lago
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