
Il Forum per l'Islam in Francia, un organismo composto da associazioni ed enti islamici scelti dalle autorità governative, si riunisce sabato a Parigi con l'obiettivo dichiarato di garantire una rappresentanza più efficace alla seconda religione più praticata del paese.
Il formato di dialogo è l'occasione per voltare pagina e creare una base più ampia rispetto al Consiglio francese per il culto musulmano (CFCM), interlocutore privilegiato dello Stato dal 2003, ma in preda a una profonda crisi.
Un centinaio di persone, due terzi dei quali dirigenti di associazioni, Imam, personalità localmente impegnate nella fede musulmana, e un terzo figure qualificate di levatura nazionale, hanno appuntamento domani al Consiglio Economico Sociale e Ambientale, alla presenza del ministro dell'Interno francese Gérald Darmanin
Questi attori in campo sono stati scelti dalle autorità attraverso elenchi delle prefetture, seguendo "basi territoriali dell'Islam in Francia".
All'incontro interverranno tra gli altri l'ex presidente del CFCM Anouar Kbibech, il rettore della Moschea di Parigi, Chems-eddine Hafiz, il rettore della Moschea di Lione, Kamel Kabtane, e il saggista Hakim El Karoui.
D'altra parte le cosiddette donne imam, Eva Janadin e Anne-Sophie Monsinay, che difendono l'imamato delle donne ed i sermoni misti donne-uomini, non sono state invitate. Non ci sarà nemmeno il noto imam di Bordeaux, Tareq Oubrou.
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