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Una ricerca interpretativa sul miracolo retorico del Corano

22:14 - January 10, 2023
Notizie ID: 3488481
Tehran-Iqna- Seyyed Radhi nella sua opera "Talkhis al-Bayan fi Majazat al-Quran" parla del miracolo del Corano dal punto di vista degli aspetti retorici e metaforici

Una ricerca interpretativa sul miracolo retorico del Corano

 

Seyyed Radhi nella sua opera "Talkhis al-Bayan fi Majazat al-Quran" parla del miracolo del Corano dal punto di vista degli aspetti retorici e metaforici.

Talkhis al-Bayan fi Majazat al-Quran è un commento del Corano sciita che presenta un nuovo approccio all'interpretazione del Corano. In questo lavoro Seyyed Radhi ha usato il suo genio e la sua vasta conoscenza per scrivere la prima opera fino ad allora sulle metafore coraniche. Il libro tratta l'interpretazione dei versi, delle parole, dei termini e delle espressioni metaforiche nel Libro Sacro.

È stata considerata una delle principali opere nel campo delle scienze islamiche scritte nel IV secolo dell'Egira. Mette in evidenza le metafore e le ironie contenute nei versi e offre esempi di poesie arabe.

Il libro mette in luce diversi aspetti del cosiddetto miracolo retorico ed eloquenziale del Corano. Eloquenza significa essere fluenti e persuasivi nel parlare o scrivere in considerazione dello status del destinatario.

Chi era Seyyed Radhi?
Mohammad Ibn Hussein ibn Musa, noto come Seyyed Radhi (969-1015), era uno studioso musulmano sciita e fratello di Seyyed Mortadha. Ha ricoperto diversi incarichi importanti, tra cui quella di giudice durante il dominio della dinastia Buyide. Ha scritto diverse opere nel campo della teologia e dell'esegesi del Corano, nonché una raccolta di poesie. La sua opera principale è considerata comunque la Nahj al-Balagha, una raccolta di lettere, sermoni e citazioni dell'Imam Ali (Che la pace sia su di lui). Ha inoltre fondato una scuola che secondo alcuni è stata la prima istituzione propriamente detta addibita all'insegnamento delle scienze religiose.

Durante il periodo di formazione studiò insieme ad illustri personaggi sunniti tra i quali Mohammad Tabari Maliki, Abu Abdullah Jurjani, Faqih Hanafi, Qadhi Abdul Jabbar e Akfani Qadhi.

Nel suo Talkhis al-Bayan fi Majazat al-Quran, Seyyed Radhi menziona diversi punti basati sui cosiddetti sette Qara'at, quindi discute i significati delle parole e offre le sua opinione su alcune questioni morali. Nel parlare degli aspetti retorici del Corano fa anche uso degli Hadith.

Il primo argomento trattato nell'opera riguarda il versetto 7 della Surah Al-Baqarah: “Allah ha posto un sigillo sui loro cuori e sulle loro orecchie; la loro vista è offuscata e per loro è una grande punizione”. “Sigillo” è una metafora perché l'ipocrita o il miscredente muove gli occhi e vede le cose ma non ne trae la lezione richiesta.

L'ultimo argomento riguarda i versetti da 1 a 3 della Surah Al-Inshirah "Non abbiamo allargato il tuo petto per te (Profeta Mohammad) e non ti abbiamo sollevato dal tuo fardello che appesantiva la tua schiena?"

Seyyed Radhi dice che la frase "fardello che appesantiva la tua schiena" è una metafora per indicare le difficoltà che il Santo Profeta (Che Dio benedica lui e la sua famiglia) ha attraversato durante la sua missione divina.

L'opera è stata considerata una fonte importante da parte degli esegeti del Corano dopo Seyyed Radhi che ne hanno utilizzato il contenuto nelle loro opere.

 

 

 

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