Un giudice federale delle Hawaii ha ulteriormente indebolito il muslim ban, entrato in vigore in maniera limitata il 30 giugno, autorizzando anche nonni, nipoti e altri parenti di persone che vivono negli Stati Uniti a entrare nel Paese nonostante il divieto imposto dall’amministrazione del presidente Donald Trump sui visitatori provenienti da sei stati a maggioranza musulmana.
La decisione del giudice Derrick Watson è una vittoria per coloro che si oppongono al muslim ban che secondo Trump serve a evitare l’ingresso di terroristi negli Usa. La Corte suprema alla fine di giugno aveva stabilito che persone provenienti da Iran, Libia, Somalia, Sudan, Siria e Yemen ma con "legami di parentela stretti” con coloro che vivono negli Usa potevano superare il divieto: il grado di parentela, però, indicava genitori, coniugi, figli, fidanzati e fratelli.
"Il senso comune” indica "come parenti stretti anche i nonni”, ha scritto il giudice a differenza di quanto indicato da Washington nelle linee guida. Watson ha ordinato al Dipartimento per la sicurezza interna e al dipartimento di Stato di auitorizzare l’ingresso negli Stati Uniti anche per "nonni, nipoti, cognati, zie, zii e cugini”.
Askanews