IQNA

23:45 - August 04, 2017
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Iqna - La Hawzah è la scuola di formazione tradizionale dei sapienti religiosi sciiti all’interno della quale, durante il periodo dell’occultazione del XII Imam, l’istituzione della marja’iyya gioca un ruolo fondamentale.

Hawzah ‘ilmiyyah: la Scuola Tradizionale Sciita


La Hawzah è la scuola di formazione tradizionale dei sapienti religiosi sciiti all’interno della quale, durante il periodo dell’occultazione del XII Imam, l’istituzione della marja’iyya gioca un ruolo fondamentale. Il credente infatti ha il dovere il far riferimento ad un mujtahid riconosciuto per la sua conoscenza e per il suo valore morale per quanto concerne i suoi doveri religiosi.

 

Il marja’ ha inoltre anche il compito di raccogliere le imposte religiose quali la zakat e il khums. Questa funzione ha garantito l’indipendenza della Hawzah al cospetto dei governanti, conferendogli un ruolo di contropotere assai efficace.

 

La Hawzah si distingue anche per il suo programma di studio, dove l’essenziale non è l’apprendere ma il comprendere. Essa non è dunque soltanto il luogo in cui si preserva la religione ma è anche e soprattutto il luogo in cui la religione si elabora attraverso la pratica continua e aggiornata dell’ijtihad.

 

Per quel che concerne la gnosi (‘irfan), sebbene si tratti di una scienza che viene studiata anche altrove, non vi è modo di dubitare del profondo insegnamento di tale dottrina nella Shi’a, ove sono state esplorate aree mai raggiunte in altre scuole, sia in seno all’Islam che al di fuori.

 

Il metodo di svolgimento degli studi si basa principalmente sulla volontà dello studente, poiché non si hanno programmi imposti, né veri e propri esami, né limiti di livello. Lo studente segue il corso che vuole: sta a lui scegliere, con i consigli dei maestri, ciò che meglio comprende e ciò che più lo prepara per il seguito dei suoi studi. Nessuno è ad esempio obbligato a studiare il Mughni al-labib, a fare retorica o a leggere le opere di logica più difficili; comunque, considerando che l’inizio del suo percorso di studi è quello di comprendere il Corano e le tradizioni in modo da poter dedurre ciò che questi vogliono dire e ciò che ci è stato tramandato da Dio e dalle Sue prove viventi (i Profeti e gli Imam), ciascuno deve essere capace di gestire la grammatica della lingua, le modalità del discorso e la forma del ragionamento.

 

Lo studente deve inoltre possedere alcune conoscenze e un tipo di riflessione su ciò che fonda la religione: le verità fondamentali della dottrina (usul ad-din), i principi che servono a dedurre la pratica (usul al-fiqh) e infine la sua applicazione dedotta correttamente (fiqh). Ciascuno in seguito può specializzarsi nell’una o nell’altra di queste discipline e perseguire una formazione complementare come lo studio della filosofia e le sue diverse branche.

 

Il metodo di acquisizione e di controllo di queste conoscenze è il seguente. Lo studente segue dapprima alcune "lezioni”, cioè dei corsi in cui il professore legge l’opera studiata e la commenta punto per punto. Un volume può essere completato in un anno attraverso la lettura di una pagina al giorno, ma ad un livello avanzato alcuni commenti dettagliati ed approfonditi possono dilungarsi per più anni. E’ dunque la qualità del commento ad essere il fattore importante e non l’opera studiata.

 

Tuttavia la lezione non è sufficiente in sé stessa: essa deve essere susseguita da un dibattito tra allievi che si riuniscono generalmente in due o tre, dando luogo così alla mubahathah. Ognuno deve essere in grado di esporre le questioni studiate usufruendo del commento ascoltato durante il corso e rispondendo alle domande o alle argomentazioni dei propri compagni. E’ in questa fase essenziale che nascono le conoscenze e si sviluppano la comprensione e la capacità di critica ed esposizione dello studente, poiché non vi è modo che egli possa comprendere senza capire o senza motivare le sue idee. Se un punto non viene capito da qualche compagno o se qualcuno non arriva a spiegarlo in maniera chiara e convincente, o se nasce una notevole divergenza dovuta a incomprensioni, questa verrà riferita all’insegnante. Sono infine le letture (mutala’ah qira’ah) a completare lo studio: quella dell’opera studiata, prima della lezione al fine di seguirne con profitto il commento, e dopo la lezione per preparare la mubahatha, e quella di opere complementari. La mutala’ah, la qira’ah, e la mubahathah sono i tre costituenti dell’acquisizione delle scienze.

 

Lo studente segue generalmente due o tre corsi e le tre fasi dell’apprendimento rappresentano un periodo assai importante: egli conduce simultaneamente una o due mubahathah complementari di alcune opere che non fanno parte delle sue lezioni per condurre poi egli stesso uno o due corsi su alcuni testi che ha studiato inizialmente. Volontariamente o su iniziativa di un insegnante, l’allievo assume molto presto l’incarico di insegnare. L’ultima tappa per l’apprendimento di un soggetto o di una materia, e al tempo stesso un mezzo di controllo più efficace dell’esame, è quella invece di esaminare puntualmente un immagazzinamento di conoscenze, mettere in evidenza la padronanza di queste conoscenze e continuare basandosi su tale criterio. Ciò offre il vantaggio di preparare subito lo studente all’insegnamento. La maggior parte dei corsi complementari alla Hawzah, ad eccezione di quelli di livello elevato che sono riservati agli insegnanti, sono quindi portati a termine dagli stessi studenti. Questo è da secoli il funzionamento della Hawzah tradizionale.

 

I CORSI DELLA HAWZAH

 

Il corso preliminare

(Muqaddimat)

 

Questo corso inizia con lo studio della grammatica araba, seguito da corsi elementari di sintassi, dottrina e logica. I primi libri che vengono utilizzati dagli studenti sono infatti le necessarie nozioni introduttive a tali materie con gli esercizi relativi. In seguito lo studente si dedica a opere più elaborate di grammatica e sintassi al fine di poter apprendere le tradizioni, la giurisprudenza, il commento coranico e sviluppare le proprie capacità di comprensione.

 

Successivamente viene chiesto di dedicarsi ai commenti della Alfiyyah Ibn Malik di Ibn ‘Aqil e Suyuti. Egli dovrà inoltre memorizzare i versetti della Alfiyyah.

 

Al fine di ottenere più familiarità con la letteratura araba studierà il Mughni al-Labib di Ibn Hisham per quanto riguarda la grammatica e la sintassi, e il Muttawal di Sa’id al-Din Taftazani per quanto riguarda la retorica, l’eloquenza e l’abilità di spiegare il Corano e altri testi complessi.

 

Poi lo studente passerà ai testi di logica quali al-Mantiq di Shaykh Muzaffar e Sharh al-Shamsiyyah di Mullah ‘Abdullah Yazdi.

 

Questo corso finisce con un corso di giurisprudenza: si tratta in generale dello studio del Shara’i al-Islam di Muhaqqiq al-Hilli.

 

 

Il corso intermedio

(Sutuh)

 

Questo corso si basa prevalentemente sulla lettura. Dopo aver completato il corso preliminare lo studente inizia il corso intermedio il cui scopo è prevalentemente quello di imparare la giurisprudenza e i principi di giurisprudenza dalle opere specializzate. Riguardo alla giurisprudenza si inizia con il Sharh al-Lum’ah di Shahid al-Thani per poi proseguire con al-Makasib di Shaykh Murtada Ansari. Circa i principi di giurisprudenza si studiano opere come Usul al-Fiqh di Shaykh Muzaffar o Ma’alim al-Usul di Shaykh Hasan al-Makki, i quali includono le nozioni necessarie per ottenere familiarità con i principi di giurisprudenza e la dovuta preparazione per il prossimo corso. Si giunge poi allo studio di al-Rasa’il di Shaykh Murtada Ansari con il quale si otterrà la maestria nell’utilizzo dell’intelletto nei principi di giurisprudenza, e al-Kifayah al-Usul di Mullah Muhammad Kazim Khorasani con il quale lo studente otterrà la completa maestria dei principi di giurisprudenza e nel risolvere gli enigmi che essi comportano.

 

 

Il corso avanzato

(Dars al-Kharij)

 

Questo corso include le discussioni sulla giurisprudenza e sui principi di giurisprudenza. Nel corso precedente lo studente apprende le questioni giuridiche presentate nei testi di giurisprudenza, negli annali e nelle tradizioni. In questa sede egli dovrà frequentare la classe dell’insegnante per discutere gli argomenti della giurisprudenza o dei suoi principi. Ogni discussione ha inizio con l’insegnante e lo studente dovrà esprimere la sua opinione. A volte una singola discussione può includere diverse settimane o mesi onde raggiungere un’analisi adeguata e un risultato soddisfacente.

 

Lo scopo ultimo di queste discussioni è quello di ottenere una conclusione adeguata ed essere in grado di emettere un verdetto giuridico basandosi sulle quattro fonti del ragionamento della scuola Imamita (il Corano, le tradizioni, l’intelletto e il consenso dei sapienti). In questo modo lo studente si specializzerà in accordo alle proprie capacità e al proprio talento.

 

 

Studi extra-curriculum

 

Alla Hawzah ‘Ilmiyyah ci si aspetta che uno studente frequenti alcuni corsi extra-curriculum. Questi attengono prevalentemente alla teologia, alla filosofia, alle scienze coraniche, allo studio delle tradizioni e ad altre branche non inerenti alla giurisprudenza (storia, dialettica, commento coranico, etica, ecc…).

 

Durante lo studio della teologia e della filosofia (dopo aver familiarizzato con al-Bab al-Hadi al-‘Ashar di Muhaqqiq al-Hilli), si inizierà con il Sharh al-Manzumah di Mullah Hadi Sabzavari, mentre gli studenti dei corsi più avanzati si dedicano al Isharat di Ibn Sina (Avicenna), con il quale si otterrà familiarità con il peripatetismo e la gnosi, ed infine lo Asfar di Mulla Sadra Shirazi con il quale si otterrà la completa maestria delle questioni filosofiche.

 

 

Fattori effettivi per il progresso dello studente

 

Ci sono vari fattori molto importanti per il progresso dello studente. Uno di essi è la preparazione individuale prima della lezione che lo mette in grado di recepire i dettagli in essa contenuti. 

 

Un altro fattore è la libertà di poter esprimere la propria opinione e di fare domande. Ciò è particolarmente efficiente nel corso avanzato, dove a volte le discussioni diventano molto accese ed estremamente interessanti.

 

Il terzo fattore è quello di scambiarsi le opinioni tra membri di piccoli gruppi (due o tre) formati appositamente per risolvere i problemi.

 

Il quarto fattore è la libertà di scegliersi l’insegnante, questione psicologicamente significativa nella relazione tra l’insegnante e lo studente, e quindi rimuovendo ogni coercizione e monopolio di uno schema di studio fisso ed inalterabile.

 

Infine, ad un livello personale, lo studente deve mantenere un’etica dignitosa, dedicarsi alla purificazione dell’anima attraverso atti supererogatori e alla memorizzazione del Corano.

islamshia.org

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