
La tragedia continua: un barcone con a bordo 56 musulmani Rohingya, debilitati per il lungo viaggio in fuga dalla Birmania, è stato intercettato oggi al largo della Malaysia dalle autorità di Kuala Lumpur, che hanno fatto attraccare il mezzo affidando i rifugiati agli ufficiali dell'Immigrazione per ragioni umanitarie. Lo ha annunciato il capo della Marina nazionale, Ahmad Kamarulzaman Ahmad Badaruddin.Il barcone, che nei giorni scorsi era stato rifornito nel sud della Thailandia dopo una breve sosta, è stato intercettato a nord dell'isola di Langkawi. A bordo c'erano 19 donne, 17 uomini, e 20 minori.
L'episodio rappresenta il primo caso quest'anno di barconi di Rohingya in fuga verso altri Paesi del Sud-est asiatico, un'emergenza che negli ultimi anni si è intensificata in seguito alla crescente discriminazione delle autorità birmane e ai pogrom anti-musulmani da parte di milizie locali buddiste nello stato Rakhine, nell'ovest del Paese. Il fatto che la stagione dei monsoni sia alle porte fa pensare che un esodo simile quest'anno non si verificherà.
Negli ultimi sette mesi, oltre 700mila Rohingya sono scappati dalla Birmania al Bangladesh dopo l'offensiva delle forze armate birmane nel Rakhine, scatenata dopo un attacco di militanti Rohingya contro delle postazioni della polizia di confine.
Per quanto la Malaysia (a maggioranza musulmana) accolga spesso i barconi di rifugiati Rohingya, la questione rimane politicamente delicata. La vicina Thailandia, a maggioranza buddista, segue invece una politica di respingimento dei barconi, e negli ultimi anni una rete di trafficanti con legami nell'esercito ha tenuto prigionieri migliaia di rifugiati fino al ricevimento di un riscatto. Il caso emerse dopo il ritrovamento di fosse comuni con i corpi di decine di migranti.
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