IQNA

4:36 - August 22, 2018
Notizie ID: 3483196
Iqna - A Parco Dora una delle ricorrenze più importanti per la comunità musulmana

In ventimila alla Festa del sacrificio: “La dedichiamo ai morti di Genova”

E’ partita con un ricordo e una dedica a Genova e ai genovesi, per la tragedia di Ferragosto, la festa musulmana del Sacrificio, cominciata ieri mattina, martedì 21 agosto, al Parco Dora. L’Imam Ahmed Haouas, che ha tenuto preghiera e sermone, ha parlato di «un’Italia che si stringe intorno alla città, come fa anche la comunità islamica che oggi più di ieri si sente genovese e si unisce al cordoglio generale. Preghiamo affinché il signore possa accettare tutte le loro anime». Di fronte alle quasi 20 mila persone che hanno partecipato alla festa, prima di tornare a casa a metà mattinata, con il riferimento agli eventi che da anni sconvolgono il mondo dell’Islam, l’appello è stato anche per la «nostra comunità, che oggi vive una profonda crisi di scissione e litigi, e che non realizza quello che Dio vuole da noi, cioè essere uniti e in pace con il mondo intero». Presente all’occasione anche l’assessore all’integrazione della Città di Torino, Marco Giusta: «Musulmani e musulmane sono parte integrante della nostra società, e chi lo nega è cieco. Io sono orgoglioso di quello che abbiamo fatto fino a ieri e vi chiamo a fare, insieme a noi, la vostra parte nel mondo di domani». 

Ritrovo a Parco Dora
  

La cornice della ricorrenza è, come da tradizione, quella del Parco Dora. Il ritrovo era in programma per le 8.30, e pochi minuti dopo è iniziata la preghiera seguita dal discorso dell’Imam Ahmed Haouas, della Moschea della Pace di corso Giulio Cesare. Un’ora per il maxi ritrovo, con le celebrazioni che poi proseguiranno in via privata tra le famiglie di religione islamica.  


La via del dialogo
  

La festa cade in una fase particolare per la comunità musulmana e la Città di Torino, da un lato impegnate da anni in un importante processo di dialogo, dall’altra a lavoro con sullo sfondo un governo nazionale che sul tema delle moschee ha più volte tratteggiato una stretta. «E per questo è molto bello vedere come, anche in questo momento, Torino sia un esempio di integrazione - spiega Brahim Baya, portavoce della Comunità Islamica delle Alpi -. La presenza delle altre confessioni, insieme a quella delle istituzioni, che mettono a disposizione un luogo meraviglioso come il Parco Dora, è un segnale davvero molto importante».  

 
Invito aperto  

L’invito a partecipare, non a caso, è esteso a tutti. «Non solo ai musulmani, ma a tutte le fedi che compongono la comunità torinese. Quest’anno la festa avrà un retrogusto amaro, vista la tragedia che ha colpito Genova pochi giorni fa, ma sarà l’occasione per rinnovare le nostre preghiere per le persone rimaste coinvolte, per la pace e per la sicurezza» racconta ancora Baya. Un messaggio e un assist rivolto sia ai musulmani presenti in città che a tutte le altre fedi, raccolto al volo dall’assessore all’Integrazione del Comune di Torino, Marco Giusta, che domani parteciperà alle celebrazioni, e che rimarca come «la presenza delle istituzioni serve a far sapere agli appartenenti di tutte le confessioni che sono parte di una comunità, e sono cittadini a tutti gli effetti. La città riconosce che esistono tante realtà che sono parte importante, e a tutti gli effetti, del tessuto sociale».  

 
Nessun sacrificio  

Non sono previsti sacrifici di animali a Parco Dora e neppure nelle case private perché la legge italiana non lo consente. I sacrifici previsti dovrebbero svolgersi solo nei macelli autorizzati. Dal punto di vista dell’ordine pubblico, timori al minimo, tanto che a parte i controlli e la presenza di agenti e unità cinofile, non sono previsti varchi di ingresso, vista anche la possibilità che l’occasione, che quest’anno cade nel periodo delle ferie, veda un numero di partecipanti inferiore alle aspettative. Anche dalla polizia municipale spiegano di essere pronti a intervenire in caso di un’affluenza particolarmente alta, ma che le previsioni anche di persone e traffico sono caute. Per Torino iniziative del genere, d’altronde, non sono una novità, dato che la città ha cifre importanti per quanto riguarda la religione islamica. Il numero di musulmani è stimato tra i 35 mila e i 50 mila (tra cui circa l’8% composto da italiani convertiti), buona parte dei quali frequentano i diciassette luoghi di culto sul territorio urbano. Una presenza che ha cominciato a strutturarsi in San Salvario a cavallo tra gli Anni 80 e 90, diffondendosi solo successivamente nella zona Nord della città. E da tempo, ormai, Torino viene indicata come un laboratorio di integrazione, con il Comune che ha stipulato un’intesa con i 17 luoghi di culto, oltre al lavoro per un ampio dialogo che ha coinvolto anche le comunità cristiane ed ebraica.

 

lastampa.it

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