
I servizi di sicurezza egiziani hanno ordinato ai media di non trasmettere informazioni sul comunicato del Centro islamico di Al Azhar, che ha respinto il progetto di legge sull'eredità paritaria per uomini e donne.
Due giornalisti egiziani hanno riferito che le notizie sulla decisione dell'Alto consiglio degli Ulema di Al Azhar circa il respingimento della proposta di legge sono state rimosse dai siti di informazione Bawabat al-Ahram, al-Youm7, Al Watan e Masrawy, poco dopo che erano state pubblicate online. Altri popolari siti di informazione invece hanno del tutto evitato di pubblicare la notizia.
I canali satellitari sono stati invece invitati a dare solo brevi notizie e a diffondere solo le risposte di Shoghi Allam, Mufti d'Egitto e Ali Juma, l'ex muftì d'Egitto, a Sa'ad Al Helali, professore di Al Azhar, che aveva dichiarato lecita l'equa condivisione dell'eredità tra i discendenti uomini e donne.
L'Alto consiglio degli Ulema di Al Azhar, in un comunicato, ha respinto con forza la proposta di legge sull'eredità, considerata come un atto che va contro i principi islamici. Per Al- Azhar le norme islamiche sull'eredità sono contenute chiaramente nei versi del Corano, per cui non possono essere soggette a modifiche basate sul contesto in cui vivono i fedeli e sul cambiamento dei tempi, ovvero quello che nella giurisprudenza islamica viene indicata come Ijtihad.
Lo scontro sul progetto di legge in questione si inserisce in un contesto di crescenti tensioni tra l'istituzione islamica di Al-Azhar ed il governo egiziano guidato da Abdel-Fattah al-Sissi.
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