IQNA

3:09 - July 18, 2020
Notizie ID: 3485264
Iqna - L’Ambasciata della R.I.dell’ Iran a Roma in occasione del 5° Anniversario dalla firma dell’ Accordo nucleare desidera attirare l’ attenzione sull’ andamento dei negoziati, volti all’ implementazione di questo importante documento internazionale e sottolineare le sue più recenti evoluzioni

Comunicato dell’ambasciata della Repubblica islamica dell’ Iran a Roma in occasione del quinto anniversario dell'accordo nucleareNel Nome di Dio

L’Ambasciata della R.I.dell’ Iran  a Roma in occasione del 5° Anniversario dalla firma  dell’ Accordo nucleare desidera attirare l’ attenzione sull’ andamento dei negoziati, volti all’ implementazione di questo importante documento  internazionale  e sottolineare le sue  più recenti evoluzioni.

Il JCPOA,  prezioso risultato degli sforzi  della diplomazia multilaterale, che ha visto la luce dopo anni di intenso lavoro, rischia di vanificarsi  a causa  di una lunga inimicizia da parte americana,  per le negligenze di alcuni Paesi coinvolti, per le ripetute violazioni degli impegni sottoscritti  e per il mancato beneficio derivato alla R.I.dell’ Iran. Questo accordo, importantissimo documento anti proliferazione  può essere considerato un modello  a cui ispirarsi per superare anche altre problematiche regionali  e internazionali; ora è in serio pericolo  e risente  della complessa situazione generata  dalle politiche USA  di massima pressione e della sostanziale conformità  ad esse dell’ Europa ( E3). Dopo negoziati lunghi  e articolati  e alcuni mesi di strette consultazioni , l’ Accordo nucleare fu finalmente firmato a Vienna il 14 Giugno 2015.

Prima dell’ inizio dell’ amministrazione Trump in America  l’ Accordo, nonostante alcune difficoltà, è sostanzialmente stato implementato; con Trump Presidente purtroppo  e una presa di posizioni rigide, contrarie allo spirito dell’ Accordo, nonostante il rinnovo della sospensione di alcune sanzioni, sono state assunte posizioni intransigenti e coinvolgendo gli altri Paesi firmatari sono state chieste  nuove e più difficili consultazioni. Infine l’ 8 maggio 2018 l’ Amministrazione americana nel quadro delle sue politiche di bullismo ha abbandonato unilateralmente ll’ Accordo , ripristinando illegittimamente le sanzioni . Il resto dei Paesi firmatari dell’ Accordo ha ribadito l’ impegno  a mantener in vita il JCPOA  e ha dichiarato di voler individuare soluzioni pratiche a beneficio dell’ Iran ( lettera  del Presidente della Commissione congiunta del JCPOA ai Ministri degli Affari Esteri del 6 giugno 2018). Tra gli impegni condivisi  nell’ Accordo dagli interlocutori dell’ Iran ( EU/E3+3) si annoverano la salvaguardia e l’ approfondimento delle relazioni economiche, la continuazione della vendita di petrolio, prodotti petrolchimici e derivati , la continuazione di utili transazioni bancarie, di trasporti efficaci a livello multilaterale, crediti all’ export, investimenti in Iran , sostegno alle attività economiche e commerciali. Con questo intento sono stati annunciati  strumenti come Instex ( 31 gennaio 2019) che seppur in  tempi lunghi sono stati parzialmente attivati, rivelandosi di ben poca utilità purtroppo a causa della fondamentale mancanza di un meccanismo in grado di offrire copertura finanziaria.  La R. I. dell’ Iran in occasione dei vari incontri con i suoi  interlocutori  ha espresso insoddisfazione  per la mancata attuazione degli impegni assunti in seno all’ Accordo e nel corso di un incontro  bilaterale  a livello di Ministri degli Affari esteri ha richiesto  che venissero rispettati nel dettaglio gli 11 impegni nel quadro dell’ Accordo. Non ricevendo riscontro l’ Iran  il 7 maggio 2019 ha annunciato l’ intenzione a 60 giorni  di diminuire i suoi impegni  in seno all’ Accordo secondo gli articoli 26 e 36 dello stesso, in 5 step, di cui il quinto il 5 gennaio 2020. Tra le limitazioni accettate in precedenza  e non più prese in considerazione vi sono il contenimento del  numero delle centrifughe, il mantenimento del livello di arricchimento dell’ uranio , le restrizioni nell’ ambito della ricerca . Ciononostante l’ adesione volontaria al Protocollo aggiuntivo continua.

Riguardo agli impegni iraniani assunti in seno all’ Accordo per cui talvolta sono state mosse  accuse di ambiguità si attira l’ attenzione su alcune considerazioni: prima fra tante la  questione relativa all’ eliminazione delle restrizioni  in ambito militare e missilistico negli anni 5° e 8° dalla firma dell’ Accordo: secondo gli art. 5 e 6 della Ris. 2231 fino al quinto anno vige un regime di autorizzazione per la consegna di  armamenti all’ Iran sotto la supervisione del Consiglio di Sicurezza;  dopo tale periodo  decadono le restrizioni. Anche le sanzioni  e i divieti relativi alle persone fisiche in relazione a queste restrizioni  dopo questo periodo decadono. Pertanto secondo la legge il 17 ottobre 2020 verranno sospese le limitazioni sugli armamenti imposte all’ Iran. Il tentativo del regime americano  di esercitare pressioni sul Consiglio di Sicurezza per il rinnovo di queste restrizioni è illegittimo e sulla base della Ris. 2231 gli USA non ne hanno la facoltà.

Riguardo alla sospensione delle sanzioni, l’ America e l’ Europa in base agli impegni assunti in seno all’ Accordo  sono  tenute a revocare  attraverso meccanismi legislativi interni  le sanzioni imposte all’ Iran in ambito nucleare. L’ Unione Europea  il 18 ottobre 2015 lo ha notificato ai Paesi membri dell Accordo con i Regolamenti n° 1863 e 1861. In altre dichiarazioni ufficiali si è notificata la revoca delle sanzioni  in settori quali i  trasferimenti finanziari, assicurazioni, sovvenzioni,  obbligazioni , importazione di petrolio e gas, esportazione di strumentazioni del settore petrolifero, gas e petrolchimico, costruzioni navali,  trasporti, oro e metalli preziosi, software e Swift . Nel corso degli ultimi 5 anni però non si è assistito ad alcun tipo di beneficio concreto derivante all’ Iran  dalla sospensione delle su elencate restrizioni.

Gli Usa non solo non hanno  promosso azioni efficaci nel revocare le sanzioni , ma hanno imposto  prodotto nuove sanzioni in 38 diversi settori e aggiunto integrazioni in  altri 37 , aumentando  fortemente negli ultimi 3 anni le restrizioni esistenti di fatto. Tra queste compare l’ inserimento di centinaia di persone e alte cariche dello Stato  come la Guida Suprema, il Ministro degli Esteri, il Capo delle Forze Armate, oltre a decine di istituzioni  iraniane nella lista delle sanzioni ; sotto sanzione è il programma missilistico, le Compagnie aeree, il Sepah Pasdaran. Molteplici  iniziative ostili all’ Iran sono state messe in atto come la sospensione di autorizzazioni precedentemente concesse, tra cui la vendita di veivoli per il trasporto passeggeri, il tentativo  di azzerare le esportazioni petrolifere iraniane, l’ imposizione di  sanzioni estese  nel settore bancario e contro la Banca Centrale e l’ arresto e detenzione di cittadini iraniani.

Riattivazione del Meccanismo per la soluzione delle controversie

A causa della sostanziale mancata adesione di tre Paesi Europei agli impegni sottoscritti, dell’ approccio distruttivo dall’ inizio del 2020 e dell’ approvazione della recente controversa Risoluzione in seno all’ AEIA, il Ministro degli Affari esteri  iraniano il 2 luglio u.s. in base al paragrafo 36 dell’ Accordo  e tramite una lettera indirizzata a Joseph Borrel, Coordinatore della Commissione congiunta per l’ Accordo, ha chiaramente dichiarato che la R.I.dell’ Iran ha nuovamente attivato il meccanismo  per la soluzione delle controversie in seno al JCPOA . Le motivazioni sono :

  • La bozza della Risoluzione su citata sottoposta da tre Paesi al Consiglio dei Governatori  dell’ AIEA. In base all’ Art. 14 dell’ Accordo i Paesi firmatari sono tenuti per quanto riguarda il programma nucleare iraniano ad agire in seno alle organizzazioni internazionali come precisa il testo dell’ Accordo.
  • Il tentativo di tre paesi europei di neutralizzare la fine delle restrizioni sugli armamenti prevista dalla Risoluzione 2231.
  • Le affermazioni sconcertanti rilasciate delle autorità di Francia , Gran Bretagna e Germania in palese contrasto con l’ art. 28 del JCPOA .
  • La mancata adesione agli impegni  sottoscritti in relazione agli 11 obblighi previsti dall Accordo. Nonostante le promesse fatte infatti non si sono evidenziati benefici tangibili per l’ Iran derivanti dall’ Accordo nucleare. La R.I.dell’ Iran respinge le asserzioni dei tre Paesi europei riguardo alla mancata adesione iraniana all’ Accordo affermando che i tre Governi dovrebbero prima produrre evidenza della propria adempienza ai loro impegni in seno all’ Accordo.  L’ Iran sin dall’ inizio ha manifestato buona determinazione nell’ implementare l’ Accordo , prestando fede ai propri impegni ancor prima che lo facessero i suoi interlocutori; purtroppo ad oggi non si riscontrano  comportamenti simili da parte dei firmatari europei dell’ Accordo.
  • Secondo la Ris. 2231  tutti i Paesi hanno l ‘obbligo di agire in base all’ art.25 ossequiandone la tempistica prevista, sostenendone l’ implementazione ed evitando azioni distruttive ai danni dell’ Accordo. 
  • La Risoluzione 2231 è un regime di fine e non di rinnovo delle sanzioni.
  • Uno dei principi fondamentali del diritto internazionale prevede che quando un governo è inadempiente verso i propri impegni prescritti dalle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza , perde i diritti derivanti da quelle stesse risoluzioni; poichè gli USA hanno violato i propri impegni nel quadro del JCPOA , non sono al momento nella posizione di avanzare pretese verso l’ Iran o di agire in seno al Consiglio di Sicurezza per proporre nuove e più restrittive risoluzioni.  
  • La Risoluzione 2231 per sua natura non necessita di conferme relativamente alla fine delle restrizioni e in modo automatico  ne stabilisce il termine.
  • L’ unico risultato ottenuto dall’ Iran in seno al JCPOA relativamente alla Ris. 2231 è la fine delle restrizioni nei tempi stabiliti. Se le restrizioni venissero prorogate in seno al Consiglio di Sicurezza, verrebbe meno ogni aspettativa nei confronti dell’ Iran di rimanere nell’ Accordo rispettando gli impegni sottoscritti. L’ Iran insiste pertanto nel veder riconosciuti i propri diritti in base agli articoli n. 26 e 36 dell’ Accordo.

L’ Ambasciata della R.I.dell’ Iran nutre l’ aspettativa nei confronti delle autorità  e dell’ opinione pubblica italiana  che nel nome dei diritti del popolo iraniano vengano condannate le disumane politiche di massima pressione americana  e chiede ai governi dei Paesi europei  di agire fattivamente in direzione di un rafforzamento dell’ Accordo, osservando gli  impegni sottoscritti  e adottando politiche indipendenti realmente efficaci .

Embassy of IRIRAN – Rome- Italy

Nome:
Email:
* Commento:
* captcha: