IQNA

14:26 - August 19, 2020
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Iqna - Ieri il popolo iraniano ha ricordato il sessantasettesimo anniversario del colpo di stato che ha rovesciato il governo di Mohammad Mosaddegh

Iran: 67 anni dopo il colpo di stato del 19 agosto 1953

 

Gli Stati Uniti hanno commesso numerosi atti ostili contro l'Iran.

Una di queste è il colpo di stato del 19 agosto (28 mordad nel calendario persiano), denominato Operazione Ajax, progettato e realizzato con l'obiettivo di mettere fine all'esperienza di un governo reo di voler rendere il proprio paese indipendente dal punto di vista economico e politico.

Il colpo di stato del 19 agosto, finanziato e organizzato in maniera congiunta dalla CIA e dai servizi segreti britannici, mirava a rovesciare il governo legittimo dell'allora primo ministro iraniano Mohammad Mosaddegh.

Negli anni successivi al colpo di stato, i documenti rinvenuti dagli archivi dei 2 governi (USA ed Gran Bretagna), hanno mostrato in modo inequivocabile il ruolo delle due nazioni nell'abbattere il governo di Mosaddegh.

Nel giugno 2017, la CIA stessa ha confermato il ruolo degli Stati Uniti nel golpe, desecretando dei documenti a riguardo.

Prima ancora, nel 2000, l'allora segretario di Stato americano Madeleine Albright confermò per la prima volta il ruolo degli USA nel colpo di stato del 19 agosto.

Anche l'ex presidente Barack Obama, in un discorso tenuto al Cairo nel 2009, riconobbe che il colpo di stato del 1953 era stato orchestrato dagli Stati Uniti.

La rivista americana Foreign Policy ha scritto un rapporto sul rilascio di documenti della CIA sul colpo di stato:

"I servizi segreti americani ed inglesi avviarono simultaneamente progetti complessi e multiformi per raggiungere il colpo di stato. Utilizzo della propaganda per danneggiare l'immagine politica di Mohammad Mosaddegh, corrompere alcuni membri dell'Assemblea nazionale iraniana dell'epoca, organizzare le forze militari e infine pianificare manifestazioni e proteste in strada".

L'interventismo è parte integrante della politica americana, tanto che gli USA, dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, hanno svolto un ruolo diretto nel rovesciamento di molti governi.

Mehdi Alikhani, un analista politico, in un articolo scrive sulle conseguenze dell'interventismo amerciano nei vari governi repubblicani e democratici: 

"Solo nella seconda metà del ventesimo secolo, gli Stati Uniti hanno pianificato e condotto circa 100 colpi di stato militari e una dozzina di volte hanno invaso o minacciato un intervento militare diretto. Sono intervenuti in maniera diretta schierando le forze armate, o tramite minacce e il ricorso a colpi di stato militari con cui hanno tentato di rovesciare governi e combattere popoli sovrani, la cui colpa era quella di non voler sottomettersi a piani e richieste unilaterali da perte delle potenze neo coloniali. Essi sono stati sostituiti da governi esecutori degli interessi capitalistici. Questo è uno dei metodi che gli Stati Uniti d'America hanno utilizzato nel secolo scorso, soprattutto dall'inizio degli anni '50, per promuovere i propri interessi internazionali, in particolare nel cosiddetto Terzo Mondo".

"Le prove ed i documenti trapelati dopo la Guerra Fredda hanno messo in luce l'operato dell'intelligence americana nell'esecuzione di svariati colpi di stato per rovesciare governi popolari. L'interventismo ha sempre fatto parte delle politiche statunitensi, variando da intromissioni e sabotaggi di natura politica prevalentemente durante i governi democratici, a interventi diretti di tipo militare mei governi repubblicani".

Lo storico americano David Peter ha scritto sulle conseguenze delle intromissioni statunitensi negli affari interni dell'Iran, in particolare riguardo al colpo di stato del 19 agosto 1953:

"Il costo dell'intervento in Iran è stato molto alto per noi. La necessità di dover accontentare le multinazionali petrolifere ha portato gli Stati Uniti ad interferire negli affari interni dell'Iran, e la conseguenze è stata una violazione del principio di non intromissione negli affari interni di altri paesi".

Esistono ampie prove di violazioni statunitensi che non possono essere nascoste. Il mondo ora sa che gli Stati Uniti sono la principale fonte di insicurezza a livello globale.

Varie prove e dichiarazioni da parte di funzionari americani confermano il fatto che gli USA hanno sempre fatto tutto quanto in loro potere per colpire l'Iran, dal passato al presente, dai colpi di stato alle sanzioni, fino al sostegno a gruppi terroristici nemici della Repubblica islamica dell'Iran.

L'ex segretario di Stato americano Hillary Clinton scrive nel suo libro, "Tough Choices", circa i disordini dopo le elezioni presidenziali iraniane del 2009:

"Negli anni successivi ai disordini del 2009 in Iran, l'amministrazione del presidente Barack Obama ha speso decine di milioni di dollari per formare più di 5.000 dissidenti iraniani in tutto il mondo".

L'inimicizia e l'odio del governo americano verso l'Iran è stato smascherato più volte nel corso degli ultimi quarantun'anni.

L'ultimo caso che mette in luce le attività ostili degli USA, è la confessione da parte di Jamshid Sharmahd, il leader del gruppo terroristico Tondar, che opera sul territorio iraniano da molti anni sotto il sostegno degli Stati Uniti.

Sharmahd è stato recentemente arrestato dalle forze di sicurezza iraniane attraverso una complessa operazione di intelligence.

Il gruppo terroristico Tondar era stato formato nel 2004 da un uomo di nome "Fathullah Manouchehri", soprannominato "Forood Fooladvand". Manouchehri aveva annunciato che l'obiettivo dell'organizzazione da lui fondata era quella di rovesciare la Repubblica islamica dell'Iran entro un anno.

Attualmente sussistono molte somiglianze tra le recenti attività del governo americano e le politiche passate degli Stati Uniti. Il presidente americano Donald Trump spera, attraverso pressioni politiche ed economiche, di riportare le lancette della storia al passato e costringere la nazione iraniana a piegarsi dinanzi alle coercizioni americane.

La Guida Suprema della Rivoluzione Islamica dell'Iran, l'Ayatollah Seyyed Ali Khamenei, in un discorso tenuto in occasione del 13 di Aban (4 novembre), la Giornata Nazionale di Lotta contro l'Imperialismo Globale, riferendosi alla profonda ostilità dell'America verso la nazione iraniana, ha descritto il colpo di stato del 19 agosto 1953 come l'inizio dell'uscita allo scoperto dell'inimicizia del "grande satana" (USA). La Guida Suprema ha ricordato alcune delle azioni americane contro il popolo iraniano negli ultimi 41 anni, tra cui minacce, colpi di stato, sanzioni, incitamento al settarismo etnico, al separatismo e al caos, blocco economico, infiltrazione ecc, affermando:

"Loro, in questi anni, hanno impiegato tutta la forza e le capacità di cui disponevano contro le istituzioni nate dalla rivoluzione ed in generale contro i principi ed i fondamenti della Repubblica islamica".

Tutto ciò mostra l'ostilità degli Stati Uniti nei confronti del popolo iraniano. I politici americani hanno ancora la stessa mentalità del 1953, e guardano all'Iran con lo stesso punto di vista del secolo scorso. Questa ostilità non ha fine, in quanto parte della natura imperialista degli Usa.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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