IQNA

9:01 - September 03, 2020
Notizie ID: 3485434
Iqna - Quando l’8 di Dhul-Hijjah voleva uscire da Mecca, il Principe dei Martiri, l’Imam Husayn (as), ha tenuto un sermone che apparentemente era rivolto a coloro che nell’anno 60 dell’Egira si trovavano nella città santa e venivano invitati dall’Imam, ma in realtà era un sermone pubblico e quindi i suoi interlocutori siamo tutti noi

Quattro condizioni per unirsi alla Carovana dell’Imam Husayn (as)

Quando l’8 di Dhul-Hijjah voleva uscire da Mecca, il Principe dei Martiri, l’Imam Husayn (as), ha tenuto un sermone che apparentemente era rivolto a coloro che nell’anno 60 dell’Egira si trovavano nella città santa e venivano invitati dall’Imam, ma in realtà era un sermone pubblico e quindi i suoi interlocutori siamo tutti noi. Se accettiamo il suo invito egli prenderà la nostra mano e ci farà entrare nella sua Carovana. L’Imam disse:

 

«مَنْ كَانَ بَاذِلًا فِينَا مُهْجَتَهُ وَ مُوَطِّناً عَلَى لِقَاءِ اللَّهِ نَفْسَهُ فَلْيَرْحَلْ‏ مَعَنَا».

Chi si sacrifica per noi ed è pronto a incontrare Dio Stesso, emigri con noi.

In questo breve passo vengono poste quattro condizioni per unirsi alla Carovana di Ashura.

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Prima condizione: distaccarsi dalla propria esistenza

بَاذِلًا فِينَا مُهْجَتَه: In questo sentiero l’essere umano deve distaccarsi dalla propria esistenza. Se qualcuno vuole muoversi con l’Imam Husayn deve essere pronto a donare la propria esistenza e tutti i suoi averi. Chi è attaccato e ama i suoi averi e la sua vita e vorrebbe proteggerli non può unirsi a questa Carovana. L’Imam Husayn (as) vuole metterci alla prova con tutti i nostri beni e con l’intera nostra esistenza. Vuole prendere la nostra vita e condurla a Dio. Coloro che entrano nel campo dell’Imam Husayn sanno che donare la propria vita accanto al Principe dei Martiri non è pagare un “risarcimento”, ma ottenere un “bottino”.   

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Seconda condizione: essere pronti all’Incontro

Se qualcuno si è preparato all’Incontro con Dio (Liqa’Llah) e non è indaffarato e intrappolato nelle faccende terrene, ma è anzi diventato più grande di questo mondo terreno (dunya) e il suo cuore se ne è separato, può muoversi insieme all’Imam Husayn (as). Coloro che non sono ancora diventati più grandi di questo dunya e tutto il loro impegno è limitato a raggiungere il ‘grasso’ e il ‘dolce’ di questo mondo terreno non possono accompagnare l’Imam.

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Terza condizione: emigrare dal mondo

Coloro che vogliono accompagnare l’Imam Husayn (as) devono emigrare da questo mondo terreno (dunya). «فَلْيَرْحَل‏». Emigrare non significa viaggiare. Il viaggiatore è diverso dal migrante. La patria del viaggiatore è dietro di lui: se ne va e poi vi fa ritorno. Ma il migrante è colui che ha reciso il suo cuore e rimosso i propri occhi dalla patria, ed essa si trova ormai davanti a lui. Non pensa perciò a farvi ritorno. Se qualcuno è desideroso dell’Incontro con Dio prenda tutti i suoi averi in mano per portarli con sé e raggiungere l’Incontro con l’Altissimo. Egli deve emigrare da questo mondo terreno, non considerarlo più quale sua patria e non avere più alcuna intenzione di farvi ritorno.

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Quarta condizione: essere con l’Imam

La quarta condizione, che è la più importante, è questa: فَلْيَرْحَلْ‏ «مَعَنَا» (emigrare “con noi”). Deve essere con l’Imam. Il punto più importante nel viaggio verso Dio è questo: non c’è altro sentiero verso Iddio se non con l’Imam. Questa strada non è percorribile con i nostri piedi: né con i piedi del cuore né con quelli dell’intelletto. Coloro che non si muovono con l’Imam cadono in preda a Satana. A volte il desiderio e l’irrequietezza che albergano nel loro cuore lo riscalda e per questo vorrebbero incamminarsi verso Dio. Ma se non si muovono con l’Imam non raggiungeranno l’obiettivo. Il punto nodale è questo: anche ora chi vuole raggiungere Dio deve edificare se stesso e partire con la Carovana dell’Imam Husayn (as).


di Ustad Seyyed Mir Baqeri

 

 

 

 

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