IQNA

19:25 - October 17, 2020
Notizie ID: 3485582
Iqna - Il presente libro è la narrazione della tragica vicenda di Karbalà ed è la traduzione, dalla versione persiana, dell’opera “Alluhúf Alà Qatla-t-tufúf” del grande sapiente shi°ita Sayyid Ibn Tawus

Alluhuf, Le vicende di Karbala - parte 22

 

La liberazione dei prigionieri

Un giorno Yazid convocò °Alì Ibn-l-Husseyn (as) e Amr Ibn-l-hasan. Quest’ultimo era un bambino di undici anni e Yazid gli chiese: “Te la senti di lottare con mio figlio Khàlid?”. Rispose: “No! Sono tuttavia pronto a intraprendere, armato di pugnale, un combattimento con lui”. Yazid allora recitò i seguenti versi: “Questa è un’indole che essi ereditano dai loro padri. Può forse una serpe essere generata da cosa diversa dalla serpe?”. Disse poi al quarto Imam (as): “Esprimi i tre desideri che avevo promesso di esaudirti”.

Il nobile Imam (as) disse: “Come prima cosa mi devi dare la sacra testa di mio padre Husseyn, affinché io possa rivedere quell’amabile viso. Secondo, rivogliamo i beni che ci sono stati rubati. Terzo, se hai deciso di uccidermi, incarica una persona di fiducia affinché riconduca le nostre donne a Medina”.

Yazid rispose: “Il viso di tuo padre non lo rivedrai mai piú e io ti ho perdonato, ho rinunciato ad ucciderti. Nessuno poi all’infuori di te ricondurrà le donne a Medina. Per quanto riguarda invece i beni che vi hanno rubato, io vi darò in cambio molto di piú.”

Disse allora l’Imam Sajjad (as): “Noi non vogliamo nulla da te! I tuoi beni, tieniteli! Noi rivogliamo i nostri beni, poiché tra essi ci sono i manufatti, la maqni´ah, la collana e la camicia di Fatima, figlia di Muhammad”. Yazid fece allora restituire quei beni e, insieme a duecento dinari, li restituí all’Imam (as), il quale prese il denaro e lo donò ai poveri. Yazid fece poi ritornare i prigionieri in patria.

Si narra che la testa di Husseyn (as) fu portata a Karbalà e sepolta, conformemente ai precetti della scuola imamita, insieme al suo corpo. Vi sono poi altre tradizioni a tal riguardo ed esistono divergenze su tale questione. Ci asteniamo però dal narrare tali tradizioni e dal trattare tali questioni, poiché ciò inficerebbe la concisione che ci siamo ripromessi di rispettare in questo libro.

Il triste ritorno a Karbalà

Si narra che i membri della famiglia di Husseyn (as), al ritorno dalla Siria, dissero alla guida della carovana di ricondurli a Medina passando per Karbalà. Quando arrivarono a Karbalà vi trovarono Jabir Ibn Abdillah Al’ansariyy, un gruppo di persone appartenenti alla tribú dei Bani Hashim e altri loro parenti venuti a fare visita alla tomba di Husseyn (as). Iniziarono allora tutti, in modo assai commovente, a piangere, a lamentarsi e a colpirsi il viso con le mani.

Si narra che Abu Janàb Al-kalbiyy ha detto: «Un gruppo di muratori mi ha narrato la seguente vicenda: “Passando nottetempo per una località chiamata Al-jibbànah sentimmo un gruppo di ginn piangere per il martirio di Husseyn e dire: ‘Il Messaggero ha accarezzato la sua fronte, il suo viso è pieno di luce, i suoi padri appartenevano agli eminenti della tribú dei Quraish e suo nonno era il migliore dei nonni’”»

 

 

 

 

 

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