
Quasi due anni dopo che si è tenuto un referendum nelle Filippine meridionali, l'amministrazione della città di Cotabato è stata formalmente rilevata dal governo autonomo di Bangsamoro.
Al-Hajj Murad Ebrahim, primo ministro della regione autonoma di Bangsamoro nel Mindanao Musulmano (BARMM), ha riferito a tal proposito che il suo governo è "lieto e onorato di accettare le responsabilità di supervisione la città di Cotabato e di 63 barangay a nord della città come parte del BARMM". Un barangay è la più piccola divisione amministrativa delle Filippine e corrisponde a un villaggio, distretto o rione.
In una precedente dichiarazione, Ebrahim aveva detto: "Il plebiscito del gennaio 2019 per l'inclusione della città ha rivelato la volontà della maggioranza delle persone a Cotabato City".
"Attraverso questo processo, hanno espresso democraticamente il loro desiderio di unirsi al resto della regione nella nostra ricerca condivisa di pace duratura, sviluppo e diritto all'autodeterminazione", ha aggiunto Ebrahim.
Da parte sua, il ministro dell'Interno del governo locale di Bangsamoro, Naguib Sinarimbo, si è impegnato ad attuare la legge e fornire l'assistenza tecnica necessaria per garantire che tutte le unità del governo locale di BARMM siano in grado di ottimizzare le proprie prestazioni.
Una dichiarazione ufficiale afferma che la cerimonia si è tenuta presso il complesso culturale Shariff Kabunsuan all'interno del Bangsamoro Government Center nella città di Cotabato.
Governo autonomo
Il 21 gennaio e il 6 febbraio del 2019 si è tenuto uno storico referendum nel sud di Mindanao, che ha concesso l'autonomia ai musulmani della zona. Il 26 febbraio, Al-Hajj Murad Ebrahim si è insediato come primo ministro dell'entità autonoma.
È stato nominato dal presidente filippino Duterte per amministrare la Bangsamoro Transition Authority fino al 2022.
Con una completa autonomia, i musulmani saranno liberi nei loro affari interni, potendo istituire e amministrare tribunali di diritto islamico all'interno della loro giurisdizione e gestire le acque circostanti insieme al governo centrale.
Saranno legati alle Filippine in politica estera, anche se con una certa flessibilità.
Inoltre, gli ex combattenti del Moro National Liberation Front, così come quelli del Moro Islamic Liberation Front, potranno entrare a far parte delle forze armate ufficiali.
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