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Pakistan: critiche a Google e Wikipedia per diffusione di contenuti islamofobi e di versione non autentica del Corano

23:56 - December 27, 2020
Notizie ID: 3485800
Tehran-Iqna- L'ente regolatore dei media pakistani ha denunciato Google e Wikipedia per "aver diffuso contenuti sacrileghi"

Pakistan: critiche a Google e Wikipedia per diffusione contenuti islamofobi e versione non autentica del Corano

L'ente regolatore dei media pakistani ha denunciato i giganti di Internet Google e Wikipedia per "aver diffuso contenuti sacrileghi".

La Pakistan Telecommunication Authority (PTA) ha chiesto l'immediata rimozione di "contenuti illegali" da Google. L'Authority ha denunciato le pagine in cui viene nominano il leader religioso Mirza Masroor Ahmad indicandolo come l'attuale "Khalifa" o leader dell'Islam, contraddicendo così le credenze religiose dominanti nel paese.

L'ente regolatore pakistano ha inoltre criticato la diffusione di una versione non autentica del Sacro Corano su Google Play Store in cui sono riportati contenuti non presenti nel Corano autentico.

La PTA in una dichiarazione pubblicata sul suo account ufficiale su Twitter ha fatto sapere che sono state ricevute anche denunce riguardanti la presenza di caricature sul Santo Profeta (Che Dio benedica lui e la sua famiglia) oltre che la diffusione di informazioni fuorvianti, errate e ingannevoli su Mirza Masroor Ahmad in diversi articoli pubblicati su Wikipedia.

Mirza Masroor Ahmad è onorato come Khalifa dai membri della comunità Ahmadiyya, una minoranza in Pakistan.

"Nel caso in cui le piattaforme rimangano non conformi alla legge, la PTA sarà costretta ad avviare ulteriori azioni ai sensi della legge sulla prevenzione dei crimini elettronici 2016 (PECA) e delle regole 2020", ha aggiunto l'ente regolatore pakistano.

Negli ultimi mesi il governo del Pakistan ha cercato di esercitare un maggiore controllo sui contenuti della rete digitale. Nell'ottobre di quest'anno il Pakistan ha messo al bando piattaforma di condivisione video TikTok per contenuti non conformi alla legge. Alcune settimane prima il paese aveva vietato diverse app di appuntamenti, tra cui Tinder e Grindr, nel tentativo di limitare contenuti "immorali" e "indecenti".

 

 

 

 

 

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