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Arabia Saudita: ONG denuncia intensificazione repressione contro dissidenti

13:47 - August 07, 2021
Notizie ID: 3486499
Tehran-Iqna- Il regime dell'Arabia Saudita ha intensificato la persecuzione contro dissidenti e attivisti per i diritti umani dall'inizio di quest'anno dopo un calo della repressione che era coinciso con la sua presidenza del G20 nel 2020

Arabia Saudita: ONG denuncia intensificazione repressione contro dissidenti

 

Il regime dell'Arabia Saudita ha intensificato la persecuzione contro dissidenti e attivisti per i diritti umani dall'inizio di quest'anno dopo un calo della repressione che era coinciso con la sua presidenza del G20 nel 2020. Lo ha annunciato in un comunicato l'organizzazione per la difesa dei diritti umani Amnesty International.

"Le autorità saudite hanno sfacciatamente intensificato la persecuzione contro i difensori dei diritti umani e i dissidenti aumentando anche le esecuzioni capitali negli ultimi sei mesi, dopo una pausa avvenuta durante la presidenza saudita del G20 lo scorso anno", ha affermato Amnesty International.

Secondo l'Ong, fino ad oggi 13 persone sono state perseguite o condannate "dopo processi manifestamente iniqui".

"Non appena i riflettori del G20 si sono spenti, le autorità hanno ripreso la loro spietata caccia a persone che osano esprimere liberamente le proprie opinioni o criticare il governo", ha dichiarato Lynn Maalouf, vicedirettore per il Medio Oriente e il Nord Africa di  Amnenty..

A tal proposito l'organizzazione internazionale ha citato l'esempio di un operatore umanitario condannato a 20 anni di carcere per "aver solo twittato critiche alle politiche economiche del regno".

La petromonarchia del Golfo Persico è regolarmente accusata da ONG ed enti internazionali, in primis la stessa ONU, di prendere di mira dissidenti, giornalisti e attivisti.

La repressione del governo saudita è indirizzata soprattutto contro la minoranza islamica sciita che compone secondo le stime oltre il dieci percento della popolazione del paese.

L'ultimo decennio in particolare ha visto un'intensificarsi delle persecuzioni contro gli sciiti, dovuto in parte ai motti di protesta di questi ultimi durante le cosiddette primavere arabe.

Le regioni orientali dell'Arabia Saudita, in particolare le provincie di Qatif e Ihsa, abitate in prevalenza da musulmani sciiti, sono teatro di manifestazioni di protesta popolare dal 2011 quando, sulla scia della cosiddetta primavera araba, la popolazione locale ha iniziato ad esprimere il proprio malumore contro le discrimazioni del governo saudita.

Gli abitanti della zona chiedono al governo pari diritti sociali e politici, oltre che la libertà di praticare le proprie funzioni religiose.

Le autorità saudite hanno risposto alle proteste con la repressione, uccidendo decine di persone ed arrestandone migliaia.

Molti attivisti sono stati arrestati e condannati a morte. Tra questi va ricordato il caso dell'Ayatollah Bagher al-Nemer, guida spirituale e autorità religiosa sciita, arrestato nel 2012, condannato a morte ed ucciso tramite decapitazione nel dicembre del 2015.

 

 

 

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