
In alcuni versetti del Corano, come il versetto 4 della Surah At-Tin, Dio afferma di aver creato l'umanità nella forma migliore, e spetta a ogni persona sfruttare al meglio il potenziale che è in esso.
At-Tin è la 95° Surah del Corano. E' formata da 8 versetti e si trova 30° Juz' (sezione) del Libro Sacro. È una Surah meccana, rivelata cioè alla santa Mecca. E' la 28° Surah ad essere stata rivelata al Profeta Mohammad (pace su di lui).
Il nome della Surah deriva dalla parola at-Tin (fico) su cui Dio giura nel primo versetto.
È una delle Surah del Corano che iniziano con un giuramento da parte di Dio. Nei primi versi Dio giura su quattro cose: il fico (Tin), l'olivo (Zeitun), la terra di Tur (Sinai) e la città santa della Mecca. Il fico è menzionato una volta nel Corano mentre l'olivo è menzionato sei volte.
Il tema principale della Surah At-Tin è la questione della Resurrezione, la valutazione delle proprie azioni e la ricompensa divina nell'aldilà.
La Surah mette in evidenza la creazione dell'umanità nel migliore dei modi: "Certamente abbiamo creato l'uomo nella migliore delle forme. In seguito diventerà il più infimo degli infimi.” (versetto 5)
Quindi la creazione dell'umanità si basa sul divino Ahsan Taqwim (forma migliore), ma poi le persone si sono divise in due gruppi di credenti e non credenti.
Dio giura su quattro cose per sottolineare che l'umanità è stata creata nel modo migliore. Ma spetta a ogni persona sfruttare al meglio le proprie potenzialità e capacità per raggiungere lo stato più elevato e godere della beatitudine eterna con Dio.
Alcuni esegeti del Corano hanno affermato che il termine "Ahsan Taqwim" si riferisce alla forma forte e proporzionata del corpo in giovane età e "Asfal al-Safilin" (il più basso tra i bassi) si riferisce alla debolezza del corpo quando invecchia. Ma dato il sesto versetto che esclude i credenti e i giusti dal cadere nello stato di Asfal al-Safilin ("eccetto i credenti che si impegnano con rettitudine che avranno una ricompensa senza fine), tale opinione non è accettabile. Quindi Asfal al-Safilin è riferito ai non credenti che recidendo i propri legami con il Creatore, si precluderanno l'ascesa spirituale, cadendo in un infimo stato spirituale ed esistenziale.
Per quanto riguarda la menzione del fico e dell'ulivo in questa Surah ci sono opinioni diverse tra gli esegeti. Alcuni credono che i due siano stati menzionati in quanto erano tra i frutti preferiti dagli arabi. Altri dicono che si riferiscano a due moschee, una nel Levante e l'altra ad Al-Quds (Gerusalemme), oppure a due montagne chiamate Tina e Zita in queste due regioni. Secondo un altro gruppo di commentatori del Corano, le due parole si riferiscono ai luoghi dove nacque e visse il Profeta Gesù (AS).
In base ad alcune interpretazioni mistico esoteriche di origine prevalentemente sciita invece i termini Tin e Zeitun sarebbero riferimenti impliciti alla figura degli Imam Hasan (AS) e Hosein (AS), i nipoti del Profeta Mohammad (SW) e figli dell'Imam Ali (AS) e di Fatima Zahra (AS), la figlia del Profeta.
Nei versetti 2 e 3 della Surah Dio parla di Tur Seeneen e Balad Ameen. La maggior parte degli esegeti afferma che il primo si riferisce al Monte Sinai dove Dio parlò con Mosè (AS) e il secondo alla Mecca.
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