
Gli uomini sono gli esseri migliori creati da Dio, ma a volte vengono rimproverati in alcuni versetti del Corano per vari motivi, tra cui l'ingratitudine. Uno dei capitoli in cui il Corano riprende gli esseri umani per questa caratteristica è la Surah Al-'Adiyat.
Al-'Adiyat (I destrieri) (arabo: سورة العادیات) è la centesima Surah del Sacro Corano. Il nome della Surah è tratto dal suo primo verso dove la parola è riportata con il significato di "i destrieri, quelli che galoppano".
La Surah si trova nel trentesimo juz' (sezione) del Corano, con opinioni diverse sul fatto se sia una Surah meccana (rivelata alla Santa Mecca) o medinese (rivelata a Medina).
La Surah Al-'Adiyat parla di coloro che lottano sulla via di Dio, della risurrezione nel Giorno del Giudizio e dell'ingratitudine degli uomini verso Dio.
Ordine e luogo della rivelazione
Come detto prima ci sono opinioni diverse sul fatto se questa Surah sia meccana o medinese. Nel Tafsir (esegesi) Nemune dell'Ayatollah Makarem Shirazi viene indicato come medinese mentre il noto esegeta e commentatore del Corano Mohammad Hadi Ma'rifat la considera una Surah meccana sostenendo che sia la quattordicesima Surah rivelata al Profeta Mohammad (Che Dio benedica lui e la sua famiglia). Nell'ordine di compilazione del Corano è la centesima Surah, situata nella trentesimo juz'.
Contenuto della Surah
La Surah inizia con la descrizione di coloro che lottano sulla via di Dio. Accenna poi all'ingratitudine dell'uomo verso il suo Signore e alla sua avarizia dovuta all'eccessivo desiderio di proprietà e di attaccamento al mondo terreno. Ricorda inoltre gli eventi del Giorno del Giudizio.
La Surah ammonisce l'uomo per essere ingrato verso Dio: "In verità, l'uomo è ingrato verso il suo Signore". (verso 6)
L'umanità è stata criticata anche in altri versetti del Corano per diversi motivi come l'essere avidi, impazienti, ingiusti, ignoranti, ecc. In altri versetti invece Dio onora l'umanità e la considera superiore alle altre creature. Ciò è dovuto al fatto che nell'essere umano agiscono due forze: l'intelletto e l'istinto. Se vengono utilizzati sulla via di Dio, entrambe queste forze aiutano la persona a muoversi verso la perfezione, ma se vengono utilizzati sulla via dei vizi e dei capricci, allontaneranno dall'obiettivo principale dell'esistenza.
Una delle ragioni per cui l'uomo devia da quella meta è il suo eccessivo amore per le ricchezze e le cose mondane. “perché mantiene una tendenza alla passione per le cose buone materiali. (verso 8)
In questo verso, la ricchezza mondana è descritta come "buona" per insegnare all'umanità che se la ricchezza è ottenuta in modo corretto ed onoesto e utilizzata per buoni propositi sulla retta via, è considerata "buona".
Allameh Tabatabaei crede che "buono" in questo verso non si riferisca solo alla ricchezza, ma a tutto ciò che è buono. Dice che poiché l'uomo ama in modo innato le cose buone, ne è attratto e questo gli fa dimenticare di essere grato a Dio.
https://iqna.ir/es/news/3508207