
Sheikh Sayyed Nofal, calligrafo egiziano di 6 copie di Corano manoscritte, è deceduto all'età di 75 anni.
Nofal era originario del villaggio di Shandlat, vicino alla città di Santa, nel governatorato di Gharbia.
Il funerale del calligrafo si è tenuto domenica nella grande moschea del villaggio, con una grande partecipazione di fedeli.
Nofal è stato un modello di gentilezza e buon carattere, un pioniere nel compiere buone azioni e servire la gente del suo villaggio, hanno sottolineato i presenti.
L'artista divenne famoso per un'impresa unica: è riuscito a scrivere l'intero Corano a mano per ben sei volte, utilizzando strumenti semplici e poche risorse, e dopo anni di pazienza e impegno.
Nofal nelle sue interviste affermava di aver sognato di scrivere il Corano fin da bambino e dopo essersi ritirato dal suo incarico governativo ci è riuscito decidendo di dedicare il tempo libero a realizzare il suo più grande desiderio.
L'inizio di questa passione risale ai tempi in cui studiava alla scuola coranica del suo villaggio, dove l'insegnante chiese agli studenti di scrivere i versetti memorizzati sulle tavolette con la stessa calligrafia e scrittura araba del Corano. Ciò lo colpì e così in seguito decise di scrivere l'intero Corano.
Nofal recitava il Corano ogni giorno e nel giro di due anni e mezzo fu in grado di completarne la scrittura di suo pugno, continuando a trascriverne altre copie fino a raggiungere sei copie complete.
Ogni giorno, dopo la preghiera dell'Isha, si prendeva del tempo per scrivere due o tre pagine del Corano, usando penne comuni e un righello per tracciare i margini. Infine raccoglieva ciò che scriveva in ordinati volumi di carta.
Lo scriba del Corano aveva affermato in un'intervista che il Sacro Corano era stata la ragione della sua resistenza alle difficoltà della vita e una fonte di sostentamento e benedizione.
Secondo Nofel, grazie al Corano era stato in grado di crescere i suoi figli nel miglior modo possibile, i quali avevano tutti studiato all'università e imparato a memoria il Sacro Corano.
L'artista aveva sottolineato che la sua motivazione nel fare ciò era la ricerca del compiacimento di Dio un ricordo duraturo ai suoi figli e nipoti.
Una volta Nofel aveva anche affermato che sua moglie era solita rivedere i versetti coranici da lui trascritti e che non ha mai trovato un solo errore nelle copie di Corano da lui scritte mano.
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