L'allenatore del Manchester City, Pep Guardiola, ha espresso pubblicamente il suo sostegno al popolo palestinese, richiamando l'attenzione sulla grave crisi umanitaria a Gaza.
Guardiola ha chiarito la sua posizione durante una conferenza tenutasi a Barcellona in concomitanza con una campagna di beneficenza a sostegno della Palestina. Indossava una kefiah palestinese e ha aperto il suo discorso in arabo, dicendo: "Assalamu Alaykum (La pace sia con voi)".
Le sue osservazioni riaffermano la solidarietà con i palestinesi, richiamano l'attenzione sul peggioramento della crisi umanitaria nella striscia di Gaza e riaccendono il dibattito sulla responsabilità della comunità internazionale nei confronti dei civili palestinesi.
Durante il suo discorso, Guardiola ha ricordato le immagini dei bambini palestinesi che hanno perso i genitori sotto le macerie delle case bombardate, affermando: "Quando vedo un bambino negli ultimi due anni implorare la madre, sepolto sotto le macerie, sento che lo abbiamo lasciato solo, abbandonato, trascurato".
L'allenatore del City ha descritto la sofferenza dei bambini come un appello diretto al mondo. "Immagino sempre che questo bambino dica: Dove siete? Vinite ad aiutarci. E finora non l'abbiamo fatto".
Secondo Guardiola il silenzio internazionale aggrava il danno. "Ciò che le bombe causano, e ciò che vogliono causare, è il silenzio. Vogliono che rivolgiamo lo sguardo dall'altra parte. Questo è il loro unico obiettivo".
Guardiola ha lanciato inoltre un duro attacco ai leader politici, definendoli "autorità codarde". "Mandano giovani innocenti a uccidere persone innocenti, mentre loro restano a casa con il riscaldamento acceso quando fa freddo e l'aria condizionata accesa quando fa caldo".
L'allenatore ha sottolineato che l'azione inizia con il rifiuto di rimanere in silenzio. "Dobbiamo fare un passo avanti. Il solo fatto di esserci significa già molto, molto".
Guardiola ha concluso con un chiaro messaggio di solidarietà. "Siamo di fronte al mondo per dimostrare che siamo dalla parte dei più deboli. In questo caso, si tratta della Palestina e di tutte le giuste cause".
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