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Mahdismo: un progetto di trasformazione morale della società

23:50 - February 05, 2026
Notizie ID: 3492363
Tehran-Iqna- Il direttore del Centro per il dialogo interreligioso in Libano ha descritto il Mahdismo (l'attesa del Salvatore) come un progetto di coscienza collettiva e di trasformazione morale della società

Mahdismo: un progetto di trasformazione morale della società

 

Il direttore del Centro per il dialogo interreligioso in Libano ha descritto il Mahdismo (l'attesa del Salvatore) come un progetto di coscienza collettiva e di trasformazione morale della società.

In un'intervista con IQNA in occasione delle festività di metà Shaaban, che segnano l'anniversario della nascita dell'Imam Mahdi (Dio affretti il ​​suo avvento), Sayyed Ali al-Sayyed Qasem ha sottolineato che l'Imam Mahdi non cercherà di riparare una società difettosa, ma piuttosto di ricostruire relazioni sociali basate sulla giustizia e sulla responsabilità collettiva e di riportare gli oppressi dai margini al centro della storia.

Da questa prospettiva, ha affermato, il Mahdismo è un criterio per criticare il mondo contemporaneo e
un criterio per misurare il livello di giustizia ed umanità nei sistemi sociali odierni.

Alla domanda sul legame sociale tra l'anniversario della nascita dell'Imam Mahdi e l'aiuto agli oppressi, lo studioso ha ricordato che la ricorrenza di metà Shaaban non è solo il ricordo di una nascita benedetta, ma
 è soprattutto un momento di risveglio sociale.

"Quando il Sacro Corano parla degli oppressi, non li presenta come un gruppo marginale, ma piuttosto li pone al centro dei conflitti sociali nel corso della storia".

Qasem ha sottolineato che nominare il 15 del mese di Shaaban come "Giornata Internazionale degli Oppressi" ci ricorda che la nascita dell'Imam Mahdi rappresenta la nascita di un progetto sociale alternativo,
un progetto che mira a trasformare queste strutture, non ad adattarsi ad esse.
 
Secondo il religioso, il rapporto dell'Imam Mahdi con gli oppressi non è puramente emotivo o morale, ma è piuttosto basato sul collasso e sulla ricostruzione:

"Non viene per riparare una società imperfetta, ma per ricostruire relazioni sociali basate su questi principi: g
iustizia, anzichè privilegio; dignità umana, anzichè gerarchie imposte; responsabilità collettiva, anzichè individualismo sfrenato".

In questo contesto, ha aggiunto, gli oppressi non sono più semplici vittime, ma una forza storica che si pone al centro del processo decisionale e del cammino della civiltà.

Secondo Qasem, da una prospettiva sociale la nascita dell'Imam Mahdi è l'annuncio della fine di questo modello di sistema globale e l'inizio di un nuovo modello in cui la moralità ritorna alla struttura sociale e la società è costruita non sulla base del dominio e del profitto, ma sulla base della giustizia.

Lo studioso ha sottolineato che commemorare la nascita dell'Imam non è un mero rituale emotivo, ma piuttosto un atto sociale consapevole che ci ricorda che la liberazione dell'umanità non sarà raggiunta con il potere e la tecnologia, ma ripristinando la credibilità dell'umanità, soprattutto degli oppressi, attraverso la giustizia divina.

Sayyed Ali Qasem ha proseguito affermando che da una prospettiva sociale più profonda l'idea del Mahdismo è una risposta a quella che può essere definita la "crisi di legittimità morale del sistema mondiale".

"Il mondo odierno non si trova di fronte a una mancanza di istituzioni, ma a una mancanza di significato", ha affermato.

"È qui che il legame dell'Imam Mahdi con gli oppressi trova significato; non solo come classe sociale, ma come specchio del  fallimento e disordine della civiltà odierna.
L'oppresso è qualcuno che, con la sua stessa esistenza, smaschera la falsità dell'affermazione secondo cui il mondo si muove automaticamente verso la giustizia".
 
 
 
 
 
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