
L'Ayatollah Seyyed Mostafa Mohaqqeq Damad, clerico e studioso iraniano di fiqh (giurisprudenza islamica) e diritto, in una lettera aperta indirizzata a Papa Leone XIV in riferimento all'assassinio della Guida della Rivoluzione Islamica, ha sottolineato che persino in tempo di guerra i governi sono obbligati a rispettare i principi etici e umanitari.
Secondo Mohaqqeq Damad, il vile assasinio dell'Ayatollah Khamenei, leader della Rivoluzione Islamica iraniana nonchè punto di riferimento e guida religiosa di centinaia di milioni di musulmani sciiti nel mondo, è un atto che lede fortemente i principi di etica e del diritto internazionale.
Mohaqqeq Damadan ha osservato che in base alle convensioni e consuetudini internazionali, i leader dei governi, ma soprattutto le personalità religiose, non devono essere oggetto di aggressione nemmeno in tempo di guerra.
Il religioso ha ricordato che dopo secoli di guerre e spargimenti di sangue, l'umanità è infine giunta alla ragione, adottando la Carta delle Nazioni Unite per prevenire qualsiasi aggressione, e pochi anni dopo ha approvato le Convenzioni di Ginevra per obbligare i governi al rispetto della giustizia e dei principi umanitari.
L'Ayatollah Mohaqqeq Damad ha infine invitato il Pontefice a ricordare al Presidente degli Stati Uniti gli insegnamenti di Gesù Cristo (AS) ed a consigliarlo affinché eviti un ulteriore spargimento di sangue.
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