
il quotidiano britannico The Guardian, in un editoriale firmato da Kenneth Roth, ha scritto, sottolineando che la guerra fallita di Donald Trump contro l'Iran non ha portato a nessun risultato per lui: Il presidente degli Stati Uniti è ora tornato al punto di partenza e sta chiedendo all'Iran di firmare nuovamente lo stesso accordo già sottoscritto in passato con l’amministrazione dell’ex presidente Barack Obama.
Secondo questo articolo, la guerra fallita di Trump non ha ottenuto alcun risultato e ha invece posto l’Iran nella posizione più forte possibile per imporre le proprie condizioni.
L’articolo prosegue riferendosi all’aggressione militare congiunta degli Stati Uniti e del regime sionista contro la Repubblica Islamica dell’Iran, a seguito della quale Sua Eminenza l’Ayatollah Khamenei, la Guida della Rivoluzione Islamica, è caduto martire, affermando: Trump, su istigazione di Benjamin Netanyahu, il Primo Ministro del (regime) di Israele, sperava di rovesciare il governo iraniano assassinando (martirizzando) i suoi leader, ma questi bombardamenti non solo non sono riusciti a rovesciare il governo iraniano, ma ne hanno rafforzato la posizione.
La nota aggiunge: Prima della guerra, un quinto del petrolio e del gas naturale liquefatto mondiali transitava attraverso lo Stretto di Hormuz, ma l’interruzione del traffico marittimo nello stretto ha esercitato una forte pressione inflazionistica sull’economia statunitense e ha offuscato le prospettive dei repubblicani in vista delle elezioni di medio termine di novembre.
The Guardian prosegue osservando che gli iraniani hanno messo Trump sotto pressione e scrive: Teheran, consapevole della disperazione di Washington di riaprire lo Stretto di Hormuz, ha chiesto concessioni senza precedenti.
Secondo l’editoriale, nemmeno le questioni chiave che Trump aveva usato come pretesti per la guerra, come le capacità missilistiche dell’Iran e il sostegno di Teheran a Hamas e Hezbollah, sono incluse in un eventuale accordo.
parstoday