IQNA

23:49 - July 12, 2020
Notizie ID: 3485246
Tehran-Iqna- Papa Francesco ha dichiarato di essere addolorato dalla decisione della Turchia di riconvertire nuovamente il museo Hagia Sophia di Istanbul in una moschea

"I miei pensieri vanno a Istanbul. Penso a Santa Sofia e sono molto addolorato".

Queste le parole del capo della Chiesa cattolica, Papa Francesco, pronunciate oggi durante l'Angelus in riferimento alla decisione della Turchia di riconvertire nuovamente il museo di Hagia Sophia in moschea.

Il Consiglio di stato della Turchia, il più alto tribunale amministrativo del paese, ha infatti dato ieri il via libera alla riconversione del sito, fortemente voluta dal presidente turco Rajab Tayyeb Erdogan.

Lo stesso Erdogan, subito dopo la sentenza del Consiglio di stato, ha tenuto un discorso in cui ha dichiarato che il 24 luglio prossimo, l'ormai ex museo verrà aperto ai fedeli musulmani per la preghiera del venerdì.

La decisione turca ha però suscitato aspre polemiche da parte del mondo cristiano, in particolare quello ortodosso, oltre che di molti paesi ed enti occidentali.

Tra questi la Grecia, l'Unione Europea e gli Stati Uniti, che hanno tutti espresso preoccupazione per la mossa del governo turco. Il Dipartimento di stato americano aveva addirittura nei giorni scorsi intimato le autorità turche a bloccare il processo di riconversione del sito.

Dure critiche anche da parte delle chiese ortodosse, in primis i Patriarcati di Costantinopoli e di Mosca. Secondo il Patriarca ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo I, la decisione di Erdogan porterà ad una spaccatura tra oriente ed occidente. Per il Patriarca, in virtù della sua sacralità, Santa Sofia è un centro di vita “nel quale si abbracciano oriente e occidente” e la sua riconversione in luogo di culto islamico “sarà causa di rottura tra questi due mondi”.

A queste parole fanno eco le prese di posizione del Patriarcato ortodosso di Mosca. Il Patriarca Kirill ha dichiarato di provare "grande pena e dolore"  per la decisione turca, mentre il Metropolita Hilarion, presidente del Dipartimento per le relazioni esterne del Patriarcato, l’ha definita “un duro colpo per l’ortodossia mondiale”

Preoccupazione è stata espressa anche da parte del Consiglio mondiale delle chiese, che ha invitato Erdogan a invertire la sua decisione.

Il presidente turco ha però difeso la scelta parlando di sovranità nazionale e respingendo al mittente le interferenze straniere negli affari interni del suo paese. Erdogan ha anche aggiunto che la moschea di Hagia Sophia resterà comunque aperta anche ai cristiani e ai fedeli di altre religioni, come d'altronde lo sono già tutte le moschee in Turchia.

Il complesso di Hagia Sophia fu trasformata da moschea in museo nel 1935 a seguito di un ordine dell'allora presidente e fondatore della Repubblica di Turchia, Mustafa Kemal, detto Ataturk.

L'idea della riconversione a moschea di Hagia Sofia ha sempre suscitato le reazioni negative non solo di estremisti kemalisti turchi, fedeli ancora alla linea laicista di Ataturk, ma anche del mondo greco ortodosso.

Il complesso, prima di diventare moschea in seguito alla conquista ottomana di Costantinopoli del 1453, è stata infatti un'importante basilica greco ortodossa e sede principale del Patriarcato ortodosso.

Ricordiamo però che dalla vittoria ottomana fino alla decisione di Ataturk del 1935, Hagia Sophia è stata utilizzata ininterrottamente come moschea per circa sei secoli, fungendo da principale luogo di culto islamico della città. La decisione di Ataturk venne sulla scia delle sue politiche di de-islamizzazione e secolarizzazione forzata della società turca.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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