IQNA

Alluhuf, Le vicende di Karbala - parte 19

16:33 - October 10, 2020
Notizie ID: 3485561
Iqna - Il presente libro è la narrazione della tragica vicenda di Karbalà ed è la traduzione, dalla versione persiana, dell’opera “Alluhúf Alà Qatla-t-tufúf” del grande sapiente shi°ita Sayyid Ibn Tawus

Alluhuf, Le vicende di Karbala - parte 19

L’arrivo a Damasco

Si narra che gli uomini d’Ibn Ziad portarono la testa di Husseyn (as) e le donne e i bambini della sua famiglia in Siria. Quando raggiunsero i pressi della città di Damasco, Ummu Kulthum, la nobile figlia dell’imam °Alì (as), andò da Shimr e gli disse: “Ho qualcosa da chiederti”. Rispose: “Che cosa vuoi?”. Disse la nobile donna: “Introducici da una porta della città nella quale vi siano pochi spettatori e di’ agli uomini dell’armata di allontanare queste teste da noi, poiché è da molto che ci stanno vedendo in questo stato; ciò è diventato insopportabile per noi”.

Shimr, a causa dell’empietà e viltà che lo contraddistinguevano, invece di esaudire i desideri di Ummu Kulthum fece conficcare le sacre teste dei martiri sulle lance e le piazzò esattamente in mezzo ai prigionieri; li fece passare inoltre, diversamente da quanto aveva chiesto Ummu Kulthum, tra la folla di spettatori. Quei crudeli arrivarono addirittura a portare quelle nobili creature nel luogo in cui di solito a Damasco si tenevano i prigionieri di guerra, vale a dire davanti alla moschea maggiore della città.

Si narra che un dotto dei tabi´in quando a Damasco vide la testa dell’Imam Husseyn (as) si nascose per un mese dai suoi compagni e quando fu rivisto e gli fu chiesta la ragione di questo gesto, disse: “Ma non vedete che grande disgrazia che ci ha colpito”; dopodiché recitò i seguenti versi: “O figlio della figlia del Profeta, hanno portato la tua testa insanguinata a Damasco! Uccidendoti è come se avessero pubblicamente e volontariamente ucciso il Messaggero d’Allah. O figlio della figlia del Profeta, ti hanno ucciso mentre eri assetato; uccidendoti hanno trascurato i comandamenti Corano. Hanno magnificato Iddio per averti ucciso, mentre in realtà hanno ucciso la magnificazione di Dio, la testimonianza della Sua unicità.

Si narra che quando i membri della famiglia di Husseyn (as) arrivarono dinanzi alla porta della moschea maggiore della città, un vecchio venne da loro e disse: “Sia ringraziato Iddio per avervi uccisi e sterminati, per aver liberato le città dall’insidia dei vostri uomini e fatto prevalere il Duce dei Credenti {Yazid} su di voi”. Il nobilissimo imam °Alì Ibn-l-Husseyn (as) disse: “Hai mai letto il Corano?”. Rispose: “Certo!”. Disse: «Hai letto questo versetto:

Di’ (o Muhammad): non vi chiedo per il compimento della Missione Profetica altro compenso che l’amore per i (miei) Parenti”?». Rispose: “Sí, l’ho letto”.

Disse allora l’Imam (as): «Siamo noi i ‘Parenti’ dei quali parla questo versetto. Hai forse letto nella Sura dei Figli d’Israele il seguente versetto: “Dai ai Parenti ciò che è loro diritto avere”?». “Sí”, disse il vecchio. «Siamo noi i ‘Parenti’ dei quali parla questo versetto. Hai letto questo versetto: “Sappiate che la quinta parte d’ogni tipo di bottino che conquistate appartiene a Dio, all’Inviato e ai Parenti”?». “Sí” rispose l’uomo. «Siamo noi i ‘Parenti’ dei quali parla questo versetto. Hai mai letto questo versetto: ‘...Dio vuole solo allontanare da voi, Ahl ul-Bait, ogni impurità e purificarvi completamente”?». “Sí” disse il vecchio.

“Siamo noi la famiglia alla quale Dio ha esclusivamente dedicato questo versetto”, concluse l’Imam (as). A sentire queste parole il vecchio fece silenzio, si pentí di quanto aveva inizialmente detto e affermò: “Ti scongiuro di dirmi la verità, siete veramente voi quelli dei quali parlano questi versetti?” L’Imam (as) rispose: “Giuro su Dio che siamo noi”. Il vecchio iniziò allora a piangere e dalla disperazione gettò a terra il proprio turbante; rivolgendosi al cielo disse: “O Dio, io aborrisco tutti i nemici della famiglia di Muhammad”. Disse poi all’Imam Sajjad (as) : “Pensi che Dio mi perdonerà?”. Quegli rispose: “Sí, se ti pentirai, ti perdonerà e sarai dei nostri”. Quando il maledetto Yazid seppe della vicenda di questo vecchio, lo fece uccidere.

L’incontro con Yazid

I nobili prigionieri dopo lo stremante viaggio furono condotti, legati con dei lacci, da Yazid, che, in occasione della sua {apparente} vittoria contro l’Imam Husseyn (as), aveva dato un ricevimento.

Appena si trovarono davanti Yazid, l’Imam Sajjad (as) disse: “O Yazid, ti scongiuro di dire che cosa penserebbe l’Inviato di Dio se ci vedesse in questo stato”. Il maledetto diede l’ordine di tagliare i lacci. Gli fu poi messa davanti la sacra testa di Husseyn (as) e alcune donne furono poi disposte davanti a essa in modo tale da non farla vedere a nessuno, ma °Alì Ibn-l-Husseyn (as) la vide e, dopo quel giorno, non mangiò piú alcun cibo saporito.

Appena Zainab vide la testa del fratello, cadde in un tragico stato di disperazione e con voce tanto triste da far tremare i cuori disse: “O Husseyn (as), o diletto dell’Inviato di Dio, o figlio della Mecca e di Minà {luogo ove si svolge parte del pellegrinaggio alla Mecca}, o figlio di Fatima (as) la Splendente, Signora delle Donne; o figlio della figlia dell’Eletto”.

Si narra che in tal modo Zainab fece piangere tutti i presenti eccetto Yazid, che rimase in silenzio. Una delle donne appartenenti alla tribú dei Bani Hashim, che viveva in casa di Yazid, lamentandosi ad alta voce disse: “O diletto, o signore della mia famiglia, o nipote di Muhammad, o principe degli orfani, o tu che sei stato ucciso da chi è figlio illegittimo”. Tutti quelli che sentirono la voce di questa donna piansero.

Dopo queste toccanti vicende il perfido Yazid fece portare un pezzo di canna di bambú e iniziò a colpire con esso le labbra e i denti dell’Imam Husseyn (as). Abu Barazah Al-aslamiyy si accorse di ciò e disse: «Guai a te Yazid! Colpisci Husseyn figlio di Fatima sui denti?! Vidi invero con i miei occhi l’Inviato di Dio baciare, succhiare i denti di Husseyn e di suo fratello Hasan e dire: “Voi due siete i signori dei giovani del Paradiso. Che Iddio uccida e maledica i vostri assassini e riservi loro l’Inferno, che è un terribile posto”».

A sentire queste parole Yazid si incollerí e fece allontanare, facendolo trascinare per terra, quel nobile uomo. Dopodiché iniziò a recitare la seguente poesia di Ibn Az-zub´ariyy: «Avessero potuto gli eminenti della mia tribú, uccisi nella battaglia di Badr, essere vivi e vedere come i membri della tribú dei Khazraj si sono affannati e lamentati per i nostri colpi di spada; mi sarebbe piaciuto vederli gridare dalla gioia, rallegrarsi per ciò e dire: “O Yazid, ti siamo grati

Noi abbiamo ucciso gli eminenti della tribú dei Baní Hashim, vendicandoci della battaglia di Badr. La verità è che Hashim si è preso gioco del mondo: non ci fu nessuna missione, nessuna rivelazione. Io non sono figlio di Khundif se non mi vendicherò della progenie d’Ahmad»

Il sogno di Sukainah

Sukainah, la nobile figlia dell’Imam Husseyn (as), narra che dopo quattro giorni dal loro soggiorno a Damasco, fece un sogno, del quale noi citiamo la parte finale: «Vidi una donna seduta all’interno di una portantina con le mani sulla testa e chiesi: “Chi è questa donna?”; mi fu risposto: “È Fatima, figlia di Muhammad e madre di tuo padre”. Dissi: “Giuro su Dio che ora vado da lei e gli racconto le ingiustizie che abbiamo subito”.

Andai quindi velocemente da lei e piangente gli dissi: “Cara madre, giuro su Dio che hanno usurpato i nostri diritti, ci hanno disperso, hanno violato le nostre tende. Cara madre giuro su Dio che hanno ucciso nostro padre Husseyn ”. Mi rispose allora: “Basta Sukainah! Mi fai scoppiare il cuore dal dolore. Questa è la camicia di tuo padre Husseyn e io la terrò con me fino al momento in cui incontrerò Dio”»

Ibn Lahi´ah narra che Abu-l-aswad Muhammad Ibn Abdu-r-rahmàn disse: «Ra’su-l-jàlut mi vide e disse: “Giuro su Dio che, nonostante tra me e il profeta Davide ci siano settanta generazioni, i Giudei quando mi vedono mi riveriscono. Invece, nonostante tra voi e il vostro Profeta non esista che una sola generazione, voi uccidete il suo nipote”»

 

 

 

 

 

 

 

 

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