
La comunità islamica della Nuova Zelanda ha celebrato ieri il secondo anniversario della strage alla moschea Al-Noor di Christchurch.
Centinaia di persone, compresi diversi funzionari locali, si sono radunati presso la moschea Al-Noor in memoria delle 51 vittime dell'attacco islamofobo del 15 marzo 2019.
"Oggi mi sento triste e al stesso sereno. Triste per coloro che ci hanno lasciato ma grato per il fatto che abbiamo avuto di nuovo modo di riunirci per ricordare i nostri cari e amici", ha detto il leader della moschea, Jamal Fouda, in un discorso rivolto ai partecipanti alla cerimonia.
Alla cerimonia è intervenuta anche la sindaca di Christchurch, Lianne Dalziel. Parlando ai presenti ha detto di essere stata vicina alla comunità musulmana nel corso della sua esperienza come ministro dell'immigrazione e in seguito in veste di sindaco.
"Conosco personalmente alcune famiglie, quindi è stato difficile venire a patti con quello che è successo", ha affermato.
"Alcuni di loro sono venuti qui come rifugiati e l'essenza dello status di rifugiato ci pone nella condizione di dover offrire alle persone un livello di protezione che non possono ottenere nel proprio paese, ma non siamo stati in grado di proteggerli dal comportamento di un estremista, qualcuno che era motivato a portare un attacco terroristico contro persone innocenti mentre pregavano", ha aggiunto.
Il 15 marzo 2019 il suprematista bianco Brenton Tarrant prese d'assalto la moschea Al-Noor nella città di Christchurch sparando indiscriminatamente ai fedeli musulmani riuniti per la preghiera del venerdì. Il tutto mentre filmava il suo massacro da una telecamera montata sulla testa e suonava un inno anti-musulmano serbo.
Nell'attacco, l'estremista xenofobo ha ucciso 44 persone, il più giovane del quale un bambino di tre anni colpito a bruciapelo, filmando il tutto e trasmettendo la strage in diretta sulla sua pagina Facebook.
In seguito il terrorista si è diretto verso una seconda moschea nel vicino sobborgo di Linwood, uccidendo altre sette persone.
Tarrant venne arrestato subito dopo e in seguito ad un processo durato oltre un anno venne condannato all'ergastolo senza condizionale.
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