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"Mappa dell'Islam" in Austria: condanna da parte di Al-Azhar

20:37 - June 29, 2021
Notizie ID: 3486364
Tehran-Iqna- Il seminario islamico egiziano di Al-Azhar ha espresso preoccupazione per una cosiddetta "Mappa dell'Islam politico" recentemente pubblicata dal governo austriaco

 

Il seminario islamico egiziano di Al-Azhar ha espresso preoccupazione per una cosiddetta "Mappa dell'Islam politico" recentemente pubblicata dal governo austriaco.

In un rapporto intitolato “Mappa dell'Islam in Austria; Intenzioni e preoccupazioni”, Al-Azhar ha ribadito che seguirà da vicino gli sviluppi riguardo alla decisione del governo austriaco.

Al-Azhar ha auspicato il dialogo tra il governo austriaco e la comunità islamica, ed ha sottolineato l'importanza del rispetto dei diritti e della protezione dei musulmani in Austria.

A maggio, un'associazione islamica austriaca aveva dichiarato di voler intentare una causa contro il governo del cancelliere Sebastian Kurz a causa dell'adozione del controverso provvedimento.

Nell'occasione la Muslim Youth Austria ha criticato aspramente il governo per la scelta di pubblicare la "Mappa dell'Islam politico", affermando che la maggioranza delle moschee e associazioni islamiche del paese sono sulla stessa posizione.

"La pubblicazione di tutti i nomi, le funzioni e gli indirizzi delle istituzioni musulmane definite come politiche ha rappresentato un superamento dei limiti senza precedenti", ha dichiarato l'associazione.

All'inizio di questo mese, la controversa mappa è stata rimossa dopo l'intenzione manifestata dalla Muslim Youth Austria e da altre associazioni di citare in giudizio il governo Kurz.

La mappa, lanciata su iniziativa del ministro dell'integrazione Susanne Raab, elenca i nomi e gli indirizzi di oltre 620 moschee, associazioni e funzionari, speculando sulle loro possibili connessioni all'estero.

Gli attivisti per i diritti umani hanno definito la mossa "un'iniziativa in stile nazista tesa a tracciare i musulmani" con una "politica di lista nera".

La pubblicazione della mappa è stata preceduta dall'Operazione Luxor, in cui la polizia ha fatto irruzione nelle case di numerose famiglie musulmane, comprese le camerette dei bambini, con il pretesto della lotta al terrorismo.

Le ONG hanno accusato la polizia di aver traumatizzato i bambini durante i raid che l'organizzazione CAGE ha definito "ideologici e islamofobici".

Durante i raid non sono stati effettuati arresti e nessuno è stato incriminato.

Secondo Nura al-Izzedin, portavoce dell'Associazione per i diritti dei bambini con sede in Austria, la pubblicazione della mappa ha portato ad attacchi contro moschee e istituzioni islamiche da parte di gruppi xenofobi.

“La ‘Mappa dell’Islam’ ha dato ai neonazisti il via libera agli attacchi islamofobici”, ha spiegato Izzedin, aggiungendo che “è doveroso abolire l'iniziativa".

 

 

 

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