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Canada: Chiesa cattolica esprime scuse a comunità indigena per tragedia scuole residenziali

23:58 - September 25, 2021
Notizie ID: 3486685
Tehran-Iqna- Le scuse seguono le recenti scoperte di circa 1.200 tombe senza nome in tre siti in cui i bambini indigeni furono costretti a frequentare scuole gestite dalla chiesa

Canada: Chiesa cattolica esprime scuse a comunità indigena per tragedia scuole residenziali

 

La Chiesa cattolica del Canada si è scusata "in modo inequivocabile" con i popoli indigeni del paese per un secolo di abusi nelle scuole residenziali gestite dalla chiesa.

Le scuse sono arrivate venerdì tramite un comunicato ufficiale. Ma i leader indigeni si aspettano un mea culpa da parte del Papa in persona.

"Noi, Vescovi Cattolici del Canada, esprimiamo il nostro profondo rimorso e ci scusiamo inequivocabilmente", si legge nel comunicato, in cui i prelati si dichiarano "pienamente impegnati" per la riconciliazione, secondo quanto riportato da France24.

Il comunicato segue le recenti scoperte, che hanno sconvolto il Canada, di circa 1.200 tombe senza nome in tre siti in cui i bambini indigeni furono costretti a frequentare scuole gestite dalla chiesa.

Dalla fine del XIX secolo fino agli anni '90 del XX secolo un totale di circa 150.000 bambini indiani di etnie Metis e Inuit furono iscritti in 139 scuole residenziali in tutto il Canada, trascorrendo mesi o anni lontano dalle famiglie.

Il mea culpa della chiesa arriva a meno di una settimana dalla prima Giornata nazionale per la verità e la riconciliazione, prevista per il 30 settembre.

La solenne commemorazione per le migliaia di bambini indigeni morti o scomparsi nelle scuole è stata fissata dal primo ministro canadese Justin Trudeau, il quale ha affermato a giugno che i canadesi sono "inorriditi e si vergognano per il comportamento del nostro paese".

Nel comunicato i vescovi hanno affermato di "riconoscere la sofferenza vissuta" dagli studenti indigeni e i "gravi abusi" inflitti loro, compresi i maltrattamenti "fisici, psicologici, emotivi, spirituali, culturali e sessuali" da parte di presidi e insegnanti .

"Molte comunità religiose e diocesi cattoliche hanno partecipato a questo sistema, che ha portato alla soppressione delle lingue, della cultura e della spiritualità indigene, non rispettando la ricca storia, le tradizioni e la saggezza dei popoli indigeni", hanno sottolineato i vescovi.

"Riconosciamo anche con dolore il trauma storico e attuale, insieme all'eredità di sofferenza e sfide affrontate dai popoli indigeni che continuano fino ad oggi".

Una commissione di ricerca sui fatti ha concluso che l'allora politica del governo equivaleva a un "genocidio culturale".

Oggi le comunità indigene i cui figli hanno frequentato in passato le scuole residenziali sono colpite da un'alta incidenza di povertà, alcolismo e violenza domestica, nonché di alti tassi di suicidio.

Le ricerche per ulteriori possibili siti tombali di bambini indigeni vanno avanti utilizzando radar a penetrazione nel suolo dopo le ultime scoperte avvenute nelle province della Columbia Britannica e del Saskatchewan.

Nel frattempo le tribù indigene colpite dalla tragedia stanno cercando di mettere insieme vecchi documenti che potrebbero aiutare a identificare i defunti nelle tombe senza nome e far luce sul destino di altri che non sono mai tornati a casa.

I vescovi si sono impegnati a fornire documentazione e registrazioni che aiuteranno a commemorare coloro che sono sepolti in tombe anonime.

Gruppi e leader indigeni hanno anche chiesto le scuse dello stesso Papa per il ruolo della Chiesa cattolica nelle scuole residenziali. Richiesta che trova il sostegno di Trudeau il quale ha affermato di aver personalmente implorato Papa Francesco di porgere le scuse agli indigeni canadesi.

I leader indigeni hanno fatto sapere che le scuse della chiesa sono benvenute, ma sarebbe più significativo se queste venissero dal Pontefice in persona.

Una delegazione di indigeni canadesi dovrebbe recarsi in Vaticano a dicembre per incontrare il Papa.

Nel frattempo i vescovi hanno affermato che lavoreranno con il Vaticano e i leader indigeni per cercare di programmare una visita papale in Canada "come parte di questo percorso di risanamento".

 

 

 

 

 

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