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Iran: 7° Premio Islamico per i Diritti Umani a Shirin Abou-Aqleh e Mandla Mandela

23:56 - August 03, 2022
Notizie ID: 3487863
Tehran-Iqna- Il 7° Premio Islamico per i Diritti Umani è andato alla memoria della giornalista palestinese Shirin Abu-Aqleh e al parlamentare ed attivista sudafricano Mandla Mandela

Iran: 7° Premio Islamico per i Diritti Umani a Shirin Abou-Aqleh e Mandla Mandela

 

Il 7° Premio Islamico per i Diritti Umani è andato alla memoria della giornalista palestinese Shirin Abu-Aqleh e al parlamentare ed attivista sudafricano Mandla Mandela.

Abu Aqleh è stata assassinata lo scorso maggio ad opera delle forze di occupazione israeliane mentre documentava un'incursione dell'esercito nella città palestinese di Jenin.

La giornalista è stata premiata per il suo ruolo fondamentale svolto per far luce sulla causa palestinese nei suoi resoconti sulla scena dai territori occupati.

Mandla Mandela, nipote dell'ex presidente sudafricano Nelson Mandela, è stato scelto per il suo ruolo attivo nell'opporsi all'occupazione israeliana della Palestina e nel difendere la causa del popolo palestinese in Sud Africa.

Organizzato dal Comitato per i diritti umani della magistratura iraniana, l'evento si è svolto con una cerimonia a Tehran in occasione del 32° anniversario della Dichiarazione dei diritti umani nell'Islam.

A Shirin Abu Aqleh è stato assegnato il premio alla memoria, mentre Mandela si è recato a Tehran ed ha ricevuto il premio di persona. 

Nel 1990, gli stati membri dell'Organizzazione della Conferenza islamica si sono riuniti al Cairo ed hanno redatto una nuova Carta dei diritti umani che mira a garantire la libertà dell'uomo e il diritto alla dignità in conformità con le leggi islamiche.

Secondo i promotori dell'iniziativa, la Dichiarazione dei diritti umani del Cairo afferma che ogni essere umano, indipendentemente dalla razza e dalla religione, ha diritto a una vita dignitosa, qualcosa che i cosiddetti valori occidentali non sono stati finora in grado di garantire.

Gli osservatori ritengono che gli Stati Uniti, in particolare, mantengono un approccio selettivo nei confronti dei diritti umani utilizzando la questione come strumento politico per il raggiungimento dei propri interessi. L'imposizione di sanzioni come leva politica è un altro esempio citato come una palese violazione dei diritti umani da parte di Washington.

La narrativa islamica dei diritti umani non vuole essere un contropeso alla Dichiarazione universale dei diritti umani delle Nazioni Unite, ma cerca di salvaguardare i diritti dei musulmani contro qualsiasi uso improprio da parte di paesi come gli Stati Uniti, che considerano la questione uno strumento per portare avanti i propri interessi.

 

 


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